
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 30 Aprile 2026
Bce, tassi fermi ma allarme inflazione: intensificati i rischi di nuovi rialzi
Francoforte conferma il tasso sui depositi al 2,00%. Il Consiglio direttivo avverte: "Lo shock energetico causato dal conflitto in Medio Oriente grava su crescita e prezzi".
Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha stabilito di lasciare invariati i tre tassi di interesse di riferimento.
A seguito della decisione, i tassi sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale restano fissati rispettivamente al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%.
L'istituto di Francoforte ha giustificato la scelta spiegando che “le nuove informazioni sono sostanzialmente in linea con la sua valutazione precedente circa le prospettive di inflazione, ma i rischi al rialzo per l’inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono intensificati.
Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Il conflitto in Medio Oriente ha causato un brusco incremento delle quotazioni energetiche, sospingendo al rialzo l’inflazione e gravando sul clima di fiducia.
Le implicazioni della guerra per l’inflazione a medio termine e l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia nonchè dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell’inflazione e sull’economia”.
Nonostante le tensioni geopolitiche, la BCE mantiene una linea di cauta fiducia sulla tenuta del sistema europeo: “Il Consiglio direttivo si trova tuttora in una posizione favorevole per affrontare l’attuale incertezza. L’area dell’euro è entrata in questo periodo di forti rincari dell’energia con un’inflazione intorno all’obiettivo del 2% e un’economia che ha mostrato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri. Le aspettative di inflazione a più lungo termine permangono saldamente ancorate, benchè quelle sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa”.
Per il futuro, Francoforte non intende legarsi a schemi predefiniti, preferendo una gestione flessibile: “Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonchè della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.
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