
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 30 Aprile 2026
Rai, lettera di richiamo a Ranucci per il caso Nordio. Floridia: "E' un atto intimidatorio"
Il giornalista: "La libertà di informazione è un valore inalienabile".
La Rai ha inviato una lettera di richiamo a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate durante la trasmissione È sempre Cartabianca su Rete 4.
Il provvedimento, firmato dal direttore Paolo Corsini, contesta al giornalista la diffusione di informazioni "non ancora verificate" riguardanti il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e una presunta vicenda legata alla grazia per Nicole Minetti.
L’azienda ha inoltre comunicato che non offrirà copertura legale al conduttore qualora il Guardasigilli dovesse procedere per vie giudiziarie.
La decisione ha scatenato la dura reazione di Barbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, che ha definito l'atto come un provvedimento dalla chiara valenza politica. "La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all'azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza 'politica'", ha anticipato la senatrice M5S, aggiungendo che il mancato supporto legale "suona come una intimidazione che non può essere in alcun modo accettata, tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta".
Sulla questione è intervenuto lo stesso Ranucci tramite un post sui social: "Non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell'Albo dei giornalisti". Il conduttore ha poi ribadito la sua posizione etica: "Ci sono cose che hanno un prezzo, altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell'umanità".
Le opposizioni si sono schierate compatte a difesa del giornalista. Il Partito Democratico ha chiesto chiarimenti ai vertici di Viale Mazzini, sottolineando il coraggio di Ranucci di fronte alle intimidazioni subite in passato.
Ancora più duri gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Vigilanza, secondo cui su Ranucci è stata "superata la linea rossa". I parlamentari pentastellati difendono il valore giornalistico delle parole del conduttore: "Ranucci ha detto chiaramente che si trattava di una notizia proveniente da una fonte attendibile e che era in corso di verifica. Non ha accusato nessuno. Non ha costruito sentenze". Per il M5S, la scelta di negare la tutela legale è "la negazione stessa del servizio pubblico" e un atto di "brutalità" senza precedenti.
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