Bonucci: "Volevo chiudere la mia carriera alla Juventus, potrei tornare per allenarla"
"Sono grato ad Andrea Agnelli, Marotta, Paratici, Nedved, riferimento silenzioso. E all'allenatore che più mi ha cambiato e aiutato a crescere: Antonio Conte".
(Prima Notizia 24)
Martedì 12 Dicembre 2023
Torino - 12 dic 2023 (Prima Notizia 24)
"Sono grato ad Andrea Agnelli, Marotta, Paratici, Nedved, riferimento silenzioso. E all'allenatore che più mi ha cambiato e aiutato a crescere: Antonio Conte".
"Ora sono più sereno, meno arrabbiato per quello che è successo quest'estate. Bisogna guardare avanti. Il mio passato alla Juve è stato meraviglioso. Volevo chiudere la mia carriera lì".

Così, al quotidiano spagnolo Marca, il difensore dell'Union Berlino, Leonardo Bonucci.

Alla Juve, prosegue il calciatore, "sono fiducioso di aver dato sempre il massimo". "Ogni settimana parlo con molti miei ex colleghi. Ciò fa capire che ero importante nello spogliatoio: amicizia con i veterani e riferimento per i giovani", evidenzia.

Ritornare in Italia, aggiunge, "è uno dei miei obiettivi. Voglio fare l'allenatore e se riuscissi a diventarlo nell'élite, la Juve è uno dei club che mi piacerebbe allenare".

La Juventus, dice ancora Bonucci, "è una parte cruciale della mia vita. Sono grato ad Andrea Agnelli, Marotta, Paratici, Nedved, riferimento silenzioso. E all'allenatore che più mi ha cambiato e aiutato a crescere: Antonio Conte".

Impossibile non fare riferimento anche a Carlo Ancelotti: "Un esempio se vuoi fare quel lavoro. Non ho avuto la fortuna di averlo come allenatore, ma ho sentito tanti giocatori parlarne molto bene. L'ho visto più da vicino al Napoli e penso che chiunque sia stato allenato da Carlo abbia avuto la fortuna di imparare molto. Quando sei un allenatore vincente per 20 anni non è un caso. C'è un valore umano, oltre a quello tattico. Questa è la sua grandezza".

Durante l'intervista, Bonucci affronta anche la tematica dei social media: "Vivevamo in un periodo orribile. Davvero orribile, perché non c'è limite a nulla. Sono terrorizzato da ciò che potrebbe attendere i nostri figli in futuro. Chiunque si sente libero di criticare, insultare".

La violenza online, aggiunge, è un problema che "ho vissuto sulla mia carne. Ho un carattere duro, testardo, difficile da ferire. Ma ci sono cose che ti lasciano un segno dentro" e sebbene "tu sia coraggioso sul lavoro, potrebbe arrivare un giorno in cui cadi e diventi depresso. Non bisogna vergognarsi a chiedere aiuto. Spero davvero che in futuro si possa mettere un contrappeso a quella parte orribile del mondo in cui viviamo oggi".

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