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Confermata l'impossibilità di rientro per oltre 1.600 sfollati.
Confermata l'impossibilità di rientro per oltre 1.600 sfollati.
Non c’è più ritorno per gli abitanti del quartiere colpito dalla frana a Niscemi. Il verdetto arriva al termine di un teso vertice tra il Presidente della Regione, Renato Schifani, e il Capo della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano. Il movimento franoso, definito "ancora attivo e pericoloso", sta trascinando un'intera porzione della collina verso la piana di Gela, rendendo di fatto impossibile il rientro nelle abitazioni, anche per quelle strutture che esternamente sembrano aver retto all'urto.
La "zona rossa" rischia di allargarsi drasticamente nelle prossime ore. Il vicesindaco Pietro Stimolo ha tracciato un quadro emergenziale senza precedenti per il comune nisseno: ai circa 1.600 cittadini già evacuati, potrebbero aggiungersi altri 300 residenti se i rilievi tecnici confermeranno l'instabilità dei versanti limitrofi. "Nessuna falsa aspettativa", ha ammonito Ciciliano, sottolineando che il rispetto per la dignità dei cittadini passa per una verità nuda e cruda: la necessità di abbandonare definitivamente le proprietà situate sul coronamento della frana.
Le indagini geomorfologiche indicano che il sottosuolo è ancora pesantemente saturo d'acqua, il che alimenta lo scivolamento del terreno. Solo quando il drenaggio naturale sarà completato si potrà tracciare una linea di confine definitiva tra le aree sicure e quelle perdute. Nel frattempo, la macchina dei soccorsi resta mobilitata: i Vigili del Fuoco, supportati dall'elicottero "Drago 156", continuano le operazioni di monitoraggio dall'alto e assistono le famiglie nel rischioso recupero degli effetti personali.
Il Presidente Schifani ha assicurato il massimo supporto della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, mentre la Prefettura e il Comune di Niscemi lavorano alla gestione del massiccio spostamento della popolazione.
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