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Sono stati introdotti per la prima volta nel 1976 e risultano disponibili oltre che nel classico formato cartaceo anche in quello digitale.
Molto spesso ci si chiede a proposito dei buoni pasto quanto costano alle aziende e perché risultano una soluzione da preferire. I vantaggi sembrano essere molteplici, e non solo per i dipendenti, ma anche per gli imprenditori.
Prima di tutto, permettono durante le pause pranzo a chi li possiede di mangiare ciò che effettivamente si desidera, con soluzioni all’insegna della salute. Inoltre possono essere investiti sulle spese familiari.
E i datori di lavoro, che ci guadagnano nell'emissione dei buoni pasto? Sicuramente maggiore versatilità nella proposta da offrire ai propri dipendenti e alcuni benefici anche dal punto di vista fiscale.
In questo articolo scopriamo di più su questi strumenti cartacei ed elettronici in grado di migliorare la vita e non pesare sul fatturato.
Bisogna partire da un primo dato essenziale, e cioè che tutti i buoni pasto sono uguali. Specialmente dal punto di vista pratico, c’è una netta differenza tra cartaceo ed elettronico. Vediamo meglio le differenze.
Il buono pasto elettronico è disponibile immediatamente su un’app dedicata che permette una facile e immediata fruizione in fase di acquisto. Le aziende, in questo caso, non devono fornire alcun documento cartaceo, quindi i classici carnet. Inoltre, non devono radunare i lavoratori per la consegna, e ciò diventa un vantaggio tanto per coloro che lavorano in sede quanto per quelli che operano da remoto.
Ma quali sono i plus dei buoni elettronici? Prima di tutto c’è un risparmio di tempo di cui tenere conto, ma anche economico, perché si risparmia sulla stampa su carta e non solo: si tratta quindi di una soluzione che presenta quindi effetti particolarmente positivi sull’ambiente.
I buoni elettronici sono perfetti anche per gli acquisti online, ipotesi che, al giorno d’oggi, appare alquanto frequente. In questo modo i dipendenti possono utilizzare questo benefit per ordinare un pranzo online o fare la spesa dal supermercato attraverso i portali dedicati.
I vantaggi che offrono i buoni pasto sono diversi, specialmente per le aziende. Prima di tutto c'è da dire che si tratta di spese integralmente deducibili, ma a una condizione: i buoni devono essere erogati a una determinata categoria di lavoratori dipendenti o alla totalità, seguendo le direttive contenute nella circolare numero 326/E/97.
Sui buoni pasto non va operata nessuna ritenuta contributiva né previdenziale, quindi il loro valore resta reale: un aspetto essenziale a tutela del dipendente che si trova così a poter usufruire effettivamente di quanto gli spetta.
I buoni pasto, pur essendo stati introdotti ormai diversi anni fa, appaiono ancora una soluzione molto attuale, tanto per i dipendenti che per le aziende. Non stupisce, dunque, che risultino ancora ampiamente adottati presso le realtà italiane.
Un sistema semplice, versatile e altamente personalizzabile, nel formato elettronico persino ecologico.
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