Nessuna intenzione di lasciare la Nazionale. Parola di Jorginho, che a Coverciano (Fi) si sta allenando con il resto della squadra, in vista degli impegni azzurri contro la Macedonia del Nord e l'Ucraina.
"Non ho mai pensato di lasciare l'azzurro, neppure dopo la Nations League: sento che non ancora tanto da dare e da fare in Nazionale, vorrei riprovare ciò che ho sentito durante l'Europeo", dice Jorginho.
A chi gli ricorda l'etichetta assegnatagli due anni fa, quella di "Radio Jorginho", il calciatore italobrasiliano risponde, non senza nascondere un sorriso: "Radio Jorginho è sempre accesa. L'obiettivo è sempre stato aiutare la squadra e le critiche, quando ci sono state, mi sono servite a cercare dì migliorare sempre. La mia esperienza oggi cerco di trasmetterla anche ai compagni. Ed è importante per me anche regalare gioia ai tifosi.
Se tra i miei obiettivi c'è anche il Mondiale? Li ho ma me li tengo per me, di sicuro aiutano a darmi motivazioni ogni giorno, se non li hai allora devi smettere".
Per lui, già allenato da Roberto Mancini, con cui ha vinto l'Europeo, è il primo raduno in azzurro sotto la guida di Luciano Spalletti: "Non mi piace fare confronti fra allenatori però sia Mancini sia Spalletti sono due tecnici molto sinceri. Lo sono stati fin da subito con me e credo che questo sia un aspetto che conta. Entrambi poi amano proporre un bel calcio, tanto possesso palla e schieramento alto".
"Venerdì contro la Macedonia del Nord dovremo scendere in campo concentrati, senza concedere nulla. Loro come sempre saranno chiusi e compatti, con due tiri in due partite abbiamo permesso in passato che ci facessero due gol. Ecco perché stavolta non dovremo concedere nulla e sfruttare nel migliore dei modi la spinta dell'Olimpico: è sempre bello giocare in quello stadio e sentire l'energia che sa trasmettere", prosegue, in riferimento al match di venerdì.
"Se dovessi battere un rigore non mi tirerei indietro, sarei pronto senza problemi, non ci sarebbe alcun blocco", aggiunge il calciatore, che si definisce "molto contento" di essere stato convocato da Spalletti e allontana lo spettro del dischetto che, proprio all'Olimpico di Roma, contro la Svizzera, era costato la qualificazione azzurra ai Mondiali.
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