
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Caldo estremo, gli esperti lanciano l'allarme: "Fino a sei ondate di calore ogni estate". Le stagioni cambiano sempre di più
Le analisi del Cnr e del programma europeo Copernicus descrivono un clima sempre più caldo e instabile. Le estati si allungano, i mari raggiungono temperature record e gli esperti avvertono: nei prossimi anni potrebbero moltiplicarsi le ondate di calore e gli eventi meteorologici estremi.
Le estati non sono soltanto più calde, ma anche più lunghe. È questo il quadro che emerge dalle più recenti analisi degli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), secondo cui il riscaldamento globale sta modificando in maniera sempre più evidente il ciclo delle stagioni. Negli ultimi trent'anni la stagione estiva si è progressivamente estesa, occupando periodi che un tempo appartenevano alla primavera e, in parte, anche all'autunno. Un'evoluzione che, secondo gli studiosi, è destinata a proseguire nei prossimi decenni. Massimiliano Pasqui, ricercatore e climatologo del Cnr, spiega che i dati raccolti negli ultimi decenni e le simulazioni dei modelli climatici mostrano un andamento ormai consolidato, caratterizzato da un costante aumento delle temperature medie e da estati sempre più persistenti.
L'allarme degli esperti: fino a sei ondate di calore nella stessa estate
A destare maggiore preoccupazione è la frequenza con cui potrebbero ripetersi gli episodi di caldo estremo. Secondo Massimiliano Fazzini, professore di Rischio climatico all'Università di Camerino, gli scenari elaborati indicano un possibile aumento delle ondate di calore, che potrebbero presentarsi da tre fino a sei volte nel corso della stessa stagione estiva. Non si tratterebbe soltanto di periodi più caldi, ma di fasi caratterizzate da temperature molto elevate e di lunga durata, con conseguenze rilevanti per la salute pubblica, l'agricoltura, le risorse idriche e gli ecosistemi.
Il ruolo degli oceani: il calore continua ad accumularsi
Uno degli elementi che più preoccupa la comunità scientifica è rappresentato dagli oceani. Il mare assorbe enormi quantità di calore e le rilascia molto lentamente, contribuendo a mantenere elevate le temperature atmosferiche anche per lunghi periodi. Come sottolinea Pasqui, questa enorme riserva di energia termica non ha ancora espresso completamente i suoi effetti. Ciò significa che parte del calore già accumulato potrebbe continuare a influenzare il clima anche nei prossimi anni, alimentando ulteriormente il processo di riscaldamento.
Copernicus registra temperature record nei mari
Le osservazioni degli scienziati italiani trovano conferma anche nei dati raccolti dal programma europeo Copernicus, attraverso il Servizio sui cambiamenti climatici (C3S) e il Servizio marino. Le temperature superficiali degli oceani hanno raggiunto livelli mai registrati prima per questo periodo dell'anno. Secondo il C3S, la temperatura media globale della superficie marina ha toccato i 20,86 gradi centigradi, superando i record stabiliti negli ultimi due anni. Parallelamente, il Servizio marino di Copernicus ha rilevato un valore massimo di 21 gradi. Numeri che confermano un'anomalia climatica di portata globale e che testimoniano come il riscaldamento degli oceani stia procedendo con una rapidità senza precedenti.
L'effetto di El Niño sul clima mondiale
Ad accentuare questo scenario contribuisce anche El Niño, il fenomeno climatico periodico che interessa le acque del Pacifico equatoriale. L'Organizzazione meteorologica mondiale aveva già annunciato il ritorno di un episodio particolarmente intenso e le proiezioni stagionali elaborate da Copernicus indicano che potrebbe raggiungere livelli che non si osservavano da decenni. L'interazione tra El Niño e il cambiamento climatico causato dalle attività umane rischia di amplificare ulteriormente il riscaldamento globale, aumentando la probabilità di nuovi record di temperatura sia sulla terraferma sia negli oceani.
Più caldo significa anche più eventi estremi
L'aumento della temperatura dei mari non comporta soltanto estati più afose. Oceani più caldi favoriscono una maggiore evaporazione dell'acqua, alimentano tempeste più violente e contribuiscono a mantenere elevate le temperature dell'aria per periodi più lunghi. Di conseguenza cresce il rischio di precipitazioni intense, alluvioni improvvise, ondate di calore marine e danni agli ecosistemi, con effetti anche sulla pesca e sulla biodiversità. Il riscaldamento degli oceani accelera inoltre lo scioglimento dei ghiacci e contribuisce all'innalzamento del livello dei mari.
Gli scienziati: "Siamo in un territorio inesplorato"
Per gli esperti il quadro è destinato a diventare ancora più complesso. Carlo Buontempo, direttore del Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus, ha spiegato che le temperature registrate negli ultimi mesi collocano il clima mondiale in un "territorio inesplorato", lasciando prevedere la possibilità che nuovi record vengano superati anche nel corso dei prossimi mesi. Le analisi confermano quindi una tendenza ormai evidente: il cambiamento climatico sta modificando in profondità il comportamento delle stagioni e rende sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi, imponendo la necessità di rafforzare le strategie di adattamento e mitigazione.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















