
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Lefebvriani, consacrati i quattro nuovi vescovi: si consuma lo scisma con Roma
A Écône, in Svizzera, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha portato a termine le consacrazioni episcopali senza il mandato pontificio, nonostante l'ultimo appello di Papa Leone XIV. Migliaia di fedeli hanno assistito alla cerimonia, mentre il Vaticano considera l'atto uno scisma con le conseguenze previste dal diritto canonico.
Nel seminario di Écône, in Svizzera, sono stati consacrati quattro nuovi vescovi senza il mandato del Pontefice, dando seguito alla decisione annunciata nelle scorse settimane e ignorando l'ultimo appello rivolto da Papa Leone XIV a fermare la cerimonia. L'evento è stato trasmesso in diretta streaming e ha richiamato migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo.
Diciassettemila fedeli presenti a Écône
Secondo gli organizzatori, circa 17 mila persone, arrivate da una settantina di Paesi, hanno partecipato alla celebrazione. Fin dalle prime ore della mattina il seminario si è riempito di pellegrini, molti dei quali indossavano abiti tradizionali e si erano organizzati con sedie pieghevoli per assistere alla lunga funzione religiosa all'aperto. La liturgia si è svolta secondo il rito tradizionale, interamente in latino. A presiedere la celebrazione è stato monsignor Alfonso de Galarreta, affiancato dagli altri vescovi della Fraternità.
I quattro nuovi vescovi
Nel corso della cerimonia sono stati consacrati quattro sacerdoti destinati a guidare le comunità della Fraternità nel mondo. Si tratta dello svizzero Pascal Schreiber, dello statunitense Michael Goldade e dei francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Durante il rito i quattro sacerdoti sono rimasti raccolti davanti all'altare, circondati dai chierici della Fraternità, mentre venivano pronunciate le formule liturgiche previste dalla tradizione.
Lo strappo con Roma
Per la Santa Sede, la consacrazione di vescovi senza il mandato del Papa costituisce un atto gravissimo che rompe la comunione gerarchica con la Chiesa cattolica. Il Vaticano aveva chiesto fino all'ultimo ai Lefebvriani di rinunciare alle ordinazioni, avvertendo delle conseguenze previste dal diritto canonico. Con il completamento della cerimonia si consuma così un nuovo strappo tra Roma e la Fraternità San Pio X, a quasi quarant'anni dalle consacrazioni episcopali del 1988 volute da monsignor Marcel Lefebvre, che portarono alla scomunica pronunciata da Papa Giovanni Paolo II.
"Per noi non cambia nulla"
Tra i fedeli presenti a Écône prevaleva un clima di serenità e convinzione. Molti hanno seguito la celebrazione dalle colline che circondano il seminario, ascoltando in silenzio l'omelia pronunciata in francese. "Per noi non cambia niente. Noi non facciamo niente contro la Chiesa, ma avevamo bisogno di nuovi vescovi per far vivere le nostre comunità", hanno spiegato alcuni partecipanti. Nel corso dell'omelia sono ricorse più volte le parole "Chiesa" e "Tradizione", temi centrali nella visione della Fraternità.
Don Pagliarani: "Pronti a qualsiasi sacrificio"
A ribadire la posizione dei Lefebvriani è stato il superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani. "Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa", ha dichiarato durante la cerimonia. Parole che confermano la scelta della Fraternità di proseguire sulla strada intrapresa, nonostante l'invito rivolto da Papa Leone XIV a evitare quello che il Pontefice aveva definito un gesto destinato a provocare una grave lacerazione nella comunione ecclesiale. La vicenda apre ora una nuova fase nei rapporti tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, mentre resta da capire quali saranno le conseguenze canoniche e gli eventuali sviluppi del dialogo tra le due parti nei prossimi mesi.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















