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  • Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026

Frontalieri, il Ticino blocca oltre 54 milioni di euro destinati all'Italia: scontro sulla tassa sanitaria lombarda

Il Canton Ticino sospende il versamento dei ristorni ai Comuni lombardi di confine dopo la decisione della Regione Lombardia di applicare la tassa sanitaria ai vecchi frontalieri. Per le autorità svizzere il contributo viola gli accordi internazionali contro la doppia imposizione. Sindacati e opposizione chiedono al Governo di intervenire.

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Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha deciso di sospendere il trasferimento di una parte dei ristorni fiscali destinati ai Comuni lombardi di confine, congelando circa 50 milioni di franchi svizzeri, pari a oltre 54 milioni di euro. La decisione è stata assunta in risposta alla prevista introduzione della cosiddetta tassa sulla salute per i "vecchi frontalieri", una misura che, secondo le autorità ticinesi, contrasterebbe con gli accordi internazionali in vigore tra Italia e Svizzera. Per molti Comuni della fascia di confine si tratta di risorse fondamentali per finanziare servizi e investimenti sul territorio.

Cos'è la tassa sulla salute

Il provvedimento contestato è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2024 e riguarda i cosiddetti vecchi frontalieri, cioè i lavoratori che continuano a essere disciplinati dal precedente accordo fiscale tra i due Paesi. Il Canton Ticino sospende il versamento dei ristorni ai Comuni lombardi di confine dopo la decisione della Regione Lombardia di applicare la tassa sanitaria ai vecchi frontalieri. Per le autorità svizzere il contributo viola gli accordi internazionali contro la doppia imposizione. Sindacati e opposizione chiedono al Governo di intervenire. La misura prevede un contributo sanitario calcolato in base alla retribuzione percepita in Svizzera. Finora il contributo non è stato ancora richiesto ai lavoratori, ma Regione Lombardia ha confermato l'intenzione di applicarlo a partire da settembre ai circa 70 mila frontalieri interessati. Diversa la posizione del Piemonte, che ha invece deciso di non introdurre la tassa.

Perché la Svizzera contesta il provvedimento

Secondo il Consiglio di Stato del Ticino, il contributo sanitario determinerebbe una forma di doppia imposizione fiscale incompatibile con gli accordi bilaterali. Ad annunciare il blocco dei ristorni è stato il presidente del governo cantonale, Claudio Zali. "Abbiamo preso la decisione unanime di trattenere cautelativamente parte dei ristorni a seguito della controversia legata alla prossima introduzione, almeno in Lombardia, della tassa della salute per i vecchi frontalieri, un'imposta lesiva dell'accordo internazionale tra Svizzera e Italia che vieta la doppia imposizione per i vecchi frontalieri e prevede che sia il solo Ticino a prelevare le imposte." Proprio perché il Piemonte non applicherà la misura, il blocco riguarda esclusivamente i ristorni destinati ai Comuni lombardi.

Le conseguenze per i Comuni di confine

Lo stop ai trasferimenti rischia di avere un impatto significativo sui bilanci delle amministrazioni locali. I ristorni rappresentano infatti una quota importante delle entrate dei Comuni situati lungo il confine italo-svizzero e vengono utilizzati per finanziare servizi pubblici, manutenzioni e investimenti. Il congelamento delle somme potrebbe costringere diversi enti locali a rivedere la programmazione economica dei prossimi mesi.

Le proteste di opposizione e sindacati

La decisione del Ticino ha riacceso anche il dibattito politico in Italia. Il Partito Democratico e le organizzazioni sindacali hanno rivolto un appello al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, chiedendo di rivedere la misura. "Siete ancora in tempo, ritirate la tassa", è l'invito lanciato dalle opposizioni. I consiglieri regionali del Pd Angelo Orsenigo e Samuele Astuti sottolineano le possibili ripercussioni sui territori. "I Comuni di frontiera dovranno rifare i conti, ricalcolare alcune voci di bilancio, magari sospendere dei servizi. Rimettete le cose in pari con la Svizzera e forse eviterete di mettere in ginocchio i Comuni di frontiera." Anche la Cgil esprime forte preoccupazione. Il responsabile nazionale dei frontalieri, Giuseppe Augurusa, definisce quanto accaduto una "situazione di inaudita gravità".

Una controversia ancora aperta

La vicenda apre un nuovo fronte nei rapporti tra Italia e Svizzera sulla gestione della fiscalità dei lavoratori frontalieri. Nei prossimi mesi sarà decisivo capire se Regione Lombardia confermerà l'introduzione della tassa sanitaria oppure se verrà trovata una soluzione condivisa con il Governo e con le autorità elvetiche. Nel frattempo, il blocco dei ristorni deciso dal Canton Ticino rischia di avere effetti immediati sulle finanze dei Comuni lombardi di confine e di alimentare ulteriormente il confronto tra i due Paesi.

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