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  • Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026

Caldo: le città da bollino rosso scendono a due, ma scatta l'allerta temporale per 13 Regioni

Il Ministero della Salute rivaluta i dati dell'Oms sulla mortalità. Copernicus: record storico di riscaldamento per gli oceani a giugno.

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L'ondata di calore estremo che ha bloccato il territorio nazionale inizia a cedere il passo a una rapida transizione meteorologica, determinando una drastica riduzione delle aree urbane classificate a massimo rischio sanitario.

Secondo l'ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore curato dal Ministero della Salute, il monitoraggio della giornata odierna fa registrare 21 centri urbani contrassegnati dal bollino rosso, un dato destinato a contrarsi drasticamente nelle successive ventiquattro ore, quando le città in stato di massima allerta per la salute della popolazione scenderanno a soltanto 2.

Il ridimensionamento della canicola coincide con il collasso del promontorio anticiclonico, insidiato da masse d'aria fresca responsabili di una spiccata instabilità atmosferica.

L'afflusso di correnti perturbate sta inducendo il Dipartimento della Protezione Civile a rimodulare la mappa delle criticità idrauliche e idrogeologiche a causa del rischio di nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento.

Per la giornata odierna è stata decretata l'allerta arancione sul territorio della Lombardia, mentre la vigilanza di livello giallo interessa i bacini idrografici di ben 13 regioni, ripartite tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto.

Parallelamente alla gestione dell'emergenza sul campo, si apre un fronte di discussione statistica sulle conseguenze dell'ondata di calore. I vertici del Ministero della Salute hanno contestato formalmente i dati epidemiologici diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) relativi all'indice di mortalità per il caldo in Italia, annunciando l'avvio di una commissione interna per una rivalutazione analitica dei parametri di computo dei decessi.

Lo scenario meteo-climatico di breve termine si inserisce in un quadro macroscopico globale segnato da marcate anomalie termiche strutturali. Gli scienziati del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus e del consimile Servizio marino — le sentinelle dell'Unione Europea per l'osservazione satellitare e la reattività della biosfera — hanno certificato che le temperature superficiali giornaliere dei mari a livello globale hanno superato i record storici già rilevati nelle stagioni 2023 e 2024 per questo specifico periodo dell'anno.

La nota scientifica congiunta evidenzia la gravità della situazione: "Si è registrato il massimo riscaldamento oceanico mai documentato per il periodo. Si prevede che questo record avrà conseguenze sia sugli andamenti meteorologici che sul clima globale e sugli ecosistemi marini".

Una tendenza allarmante alimentata anche dalle proiezioni relative allo sviluppo di un episodio di El Niño catalogato dagli esperti come probabilmente forte, i cui effetti rischiano di esasperare l'intensità e la frequenza dei fenomeni atmosferici estremi nei prossimi mesi.

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