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Lo stesso giorno in cui il mondo ricorda la morte di Gianni Versace, era il 15 luglio 1997 al Jackson Memorial Hospital di Miami, a Milano si inaugura ufficialmente la 23ª Esposizione Internazionale, “concepita quest’anno – commenta la Direttrice Generale della Triennale Carla Morogallo- come uno spazio di dibattito e confronto aperto e plurale, dove possano convergere esperienze, culture e prospettive differenti”.
Lo stesso giorno in cui il mondo ricorda la morte di Gianni Versace, era il 15 luglio 1997 al Jackson Memorial Hospital di Miami, a Milano si inaugura ufficialmente la 23ª Esposizione Internazionale, “concepita quest’anno – commenta la Direttrice Generale della Triennale Carla Morogallo- come uno spazio di dibattito e confronto aperto e plurale, dove possano convergere esperienze, culture e prospettive differenti”.
È il mondo che incontra sé stesso, genti paesi nazioni ed artisti che a Milano fanno il punto sul loro impegno e sulla loro genialità, l’evento degli eventi, “Unknown Unknowns, che proverà a rispondere ad una serie di domande su quello che ancora “non sappiamo di non sapere” in diversi ambiti: dall’evoluzione della città agli oceani, dalla genetica all’astrofisica. Un’esperienza profonda, che coinvolgendo designer, architetti, artisti, drammaturghi e musicisti- sottolinea questa giovane manager italiana- darà la possibilità di rovesciare la nostra idea di mondo. “Un omaggio – spiega ancora di più il Presidente della Triennale, il grande archistar Stefano Boeri- alla “parte sconosciuta” dell’universo micro e macro, al lato ignoto che ci spaventa e che tuttavia può invece diventare il terreno fertile di un incontro tra discipline diverse. È un vero invito a riprogettare quel che verrà su basi nuove”. Abbiamo allora immaginato che nessuno meglio di loro, dunque, che con la Grande Esposizione Internazionale dal 15 luglio fino al 11 dicembre prossimo saranno “fari di luce sul mondo” potevano spiegarci meglio il rapporto magnetico tra la Triennale e la storia immaginifica di Gianni Versace e la sua famiglia.
-Carla Morogallo, lei è il direttore Generale della Triennale: cosa è stato Gianni Versace per la storia del nostro Paese? In che modo Versace ha cambiato la storia della moda italiana? –
Gianni Versace per me che sono nata nell'80 rappresenta in assoluto la creatività italiana nel mondo. La moda contemporanea che partiva dalla rivisitazione della storia, lui ha portato dentro i suoi disegni e poi negli abiti il riferimento alla Magna Grecia, una moda colta ma sfrontata.
-Quanto manca Versace alla dinamica complessiva del Made in Italy nel mondo? –
Credo che nel sistema moda abbia portato intanto il suo attaccamento profondo alle origini e la potenza di una comunicazione immediata, l'idea di una moda dedicata ad una donna forte è tipicamente ed esclusivamente un'invenzione Versace. Le top model sono nate con lui.
-Donatella e Santo Versace non hanno mai smesso di ricordarlo: crede che si possa fare ancora di più per lui? -
Lo stile di Gianni Versace dovrebbe essere studiato con più approfondimento da parte dei più giovani interessati al mondo della moda. Lui è stato un esempio di capacità, riscatto sociale, è stato davvero un cittadino del mondo.
-È mai esistito un rapporto tra Versace e la Triennale?
A Milano agli esordi, Gianni Versace si è interessato e in qualche modo collegato al Teatro La Scala ed al Piccolo Teatro, non purtroppo direttamente con Triennale. È Donatella Versace che ha poi scelto Triennale come luogo di qualche sfilata.
-Che esperienza è stata?
L'emozione che si respira durante la preparazione della sfilata e poi la sua restituzione al pubblico è simile a quella che proviamo durante gli allestimenti dei progetti espositivi, degli spettacoli teatrali in attesa che il pubblico li applauda, il momento in cui la fatica del lavoro svanisce e lascia spazio alla soddisfazione.
-Direttore ha mai pensato di dedicargli una sezione della Triennale per quello che Gianni Versace è stato per il Paese?
Fra le nostre discipline c'è la moda, il direttore del Museo del Design Marco Sammicheli svilupperà un progetto di valorizzazione del patrimonio storico del Made in Italy con particolare attenzione al design della moda appunto. È una bellissima dedica al mito Gianni Versace, non crede?
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