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  • Bologna - Martedì 27 Ottobre 2026, 19:35

Caso Fakir, i pm: "Fatale il mix tra cocaina, agitazione e posizione prona". Gli agenti registrati dalla bodycam: "È schiattato", "che me ne frega"

Depositata la perizia medico-legale sul decesso del 43enne avvenuto a Bologna durante un intervento della Polizia al Pilastro. Rilevate criticità nei soccorsi, il legale della famiglia annuncia contro-relazione.

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Insufficienza respiratoria acuta in un quadro di intossicazione da cocaina, cardiopatia pregressa e posizione prona durante il contenimento. Sono le cause individuate dai consulenti della Procura di Bologna per spiegare il decesso di Abderrahim Fakir, il 43enne di origine marocchina morto lo scorso luglio nel quartiere Pilastro al culmine di un intervento delle forze dell'ordine richiamate dalle segnalazioni dei residenti.

Secondo la relazione medico-legale, l'esteso quadro traumatico di natura contusiva riportato dall'uomo, pur riflettendo l'intensità della colluttazione e del contenimento fisico, "non ha avuto un ruolo nel determinismo del decesso".

Gli esperti hanno chiarito che le lesioni riportate al capo, al collo e alle spalle non testimoniano una compressione tale da ostruire le vie aeree o bloccare il circolo cerebrale. Al contrario, la morte su base ipossica viene ricondotta alla combinazione tra l'agitazione psicomotoria, l'ipertermia causata dalla cocaina e la posizione prona in cui l'uomo è stato mantenuto a terra durante l'ammanettamento.

Nella parte introduttiva della perizia figurano anche le registrazioni effettuate dalle bodycam in dotazione agli agenti intervenuti il 19 luglio. Dagli audio emerge un fermo immagine verbale con scambi tra i poliziotti quali "È schiattato ah" e "Ca... me ne frega a me", inseriti dagli inquirenti nella ricostruzione delle fasi conclusive dell'intervento.

La consulenza evidenzia inoltre elementi di criticità nelle manovre di primo soccorso: "Sono in definitiva ravvisabile delle criticità per quanto attiene la condotta del personale soccorritore e del personale sanitario successivamente intervenuto, poiché non risultate aderenti ai protocolli dell'emergenza sanitaria, né sotto il profilo della tempestività, né sotto quello dell'efficacia delle manovre stesse".

Ciononostante, gli stessi esperti specificano che, date le condizioni cliniche di partenza, "le probabilità di sopravvivenza dell'Abderrahim Fakir sarebbero state attorno al 15%".

Forte la presa di posizione della difesa della famiglia della vittima. L'avvocato Fabio Anselmo ha preannunciato il deposito di una perizia di parte: "I consulenti del pm non sono riusciti a escludere il ruolo concausale della posizione prona imposta al povero Fakir, il pomeriggio del 19 luglio a Bologna, sulla sua morte. Tuttavia il nostro consulente, professor Vittorio Fineschi, dopo aver preso atto della forte discrasia tra quanto da loro argomentato nella riunione conclusiva tenutasi a Padova e quanto viceversa scritto in consulenza, redigerà una propria relazione che nei prossimi giorni sarà mia cura depositare alla Procura della Repubblica di Bologna".

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