
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 27 Ottobre 2026, 20:00
Politiche giovanili, Russo (FdI): "Per il governo Meloni le nuove generazioni sono una risorsa su cui investire"
Il senatore interviene a Palazzo Madama sul ddl di riordino del Servizio civile universale e della Carta giovani: "Basta assistenzialismo, servono strumenti per costruire il futuro".
"Il disegno di legge che oggi discutiamo interviene per semplificare e riordinare la normativa sulle politiche giovanili, razionalizzare le procedure del Servizio civile universale, disciplinare la Carta giovani nazionale e istituire un Osservatorio permanente per le politiche rivolte alle nuove generazioni. E affronta una questione fondamentale per il presente e, soprattutto, per il futuro della nostra Nazione: il rapporto tra lo Stato e le giovani generazioni".
Con queste parole il senatore di Fratelli d'Italia Raoul Russo, componente della commissione Bilancio a Palazzo Madama, è intervenuto in Aula sul provvedimento all'esame del Parlamento.
Nel corso del suo intervento, l'esponente della maggioranza ha delineato la linea strategica dell'esecutivo verso i giovani: "Per il governo Meloni i giovani non rappresentano un problema da amministrare, ma una risorsa sulla quale investire. Non vogliamo una generazione che attenda il proprio futuro. Vogliamo una generazione che abbia gli strumenti per costruirlo. Il Servizio civile è una delle esperienze più significative attraverso le quali un giovane può imparare il valore della responsabilità, della solidarietà e dell'appartenenza alla comunità nazionale.
Servire la Nazione non significa soltanto indossare una divisa. Si può servire l'Italia anche assistendo un anziano, sostenendo una persona con disabilità, aiutando una famiglia in difficoltà, tutelando un bene culturale o partecipando a un progetto sociale. Sono proprio questi gesti che tengono insieme una società".
Russo ha poi sottolineato la volontà di superare l'approccio assistenziale per promuovere opportunità concrete sul territorio nazionale: "Noi non vogliamo giovani rassegnati, dipendenti dall'assistenzialismo o condannati a considerare l'Italia un Paese senza prospettive. Vogliamo giovani liberi, preparati, responsabili. Una Nazione forte non è quella che lascia soli i propri giovani. È quella che offre loro opportunità, chiede responsabilità e riconosce il valore del loro contributo. È questa l'Italia nella quale crediamo".
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