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  • Roma - Mercoledì 3 Giugno 2026

Caso "Huaweigate": l'Eurocamera dice no alla revoca dell'immunità per De Meo, c'è il sì per Martusciello

Entrambi i casi saranno ora esaminati dall'assemblea plenaria per un voto finale.

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Le indagini transnazionali avviate dalla magistratura di Bruxelles sul presunto filone di condizionamento politico ribattezzato "Huaweigate" registrano un passaggio cruciale nelle stanze del Parlamento europeo, delineando destini processuali differenti per due esponenti di primo piano della delegazione italiana di Forza Italia.

La commissione Affari giuridici (Juri), l'organismo interno incaricato di vagliare la fondatezza delle richieste di accesso avanzate dalle magistrature nazionali sui membri dell'Eurocamera, si è pronunciata sul dossier trasmesso dalla procura federale del Belgio, adottando due decisioni speculari che dovranno adesso superare l'esame politico dell'assemblea plenaria.

Il primo pronunciamento ha riguardato la posizione dell'europarlamentare Salvatore De Meo. In questo specifico caso, i componenti della commissione Juri hanno ritenuto non sussistenti le condizioni per privare il politico azzurro delle coperture legali legate allo status di eletto, respingendo in modo marcato le istanze dei procuratori belgi. La votazione interna si è conclusa con un netto distacco, facendo registrare 7 preferenze a sostegno del provvedimento di revoca a fronte di 18 pareri contrari, senza alcuna astensione tra i presenti. Esito diametralmente opposto si è invece profilato per il capodelegazione di Forza Italia a Strasburgo, Fulvio Martusciello, finito nel medesimo filone investigativo.

L'organismo parlamentare ha concesso il proprio parere favorevole alla cancellazione delle guarentigie difensive per l'esponente campano, aprendo la strada alle attività di indagine dei magistrati territoriali. Lo scrutinio, in questa circostanza, ha evidenziato un equilibrio decisamente più sottile, raccogliendo 14 voti favorevoli alla rimozione dello scudo istituzionale contro 11 pareri contrari.

Per entrambi gli esponenti di centrodestra, i verdetti espressi dalla commissione Affari giuridici non rivestono un carattere definitivo: il percorso burocratico prevede che i relativi fascicoli vengano trasmessi all'intera Aula di Strasburgo, che sarà chiamata a esprimersi con voto sovrano nel corso delle prossime settimane.

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