Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Martedì 28 Aprile 2026

Caso Minetti, l’ex consigliera rompe il silenzio: "Adozione legale, mio figlio vittima di un’indebita esposizione mediatica"

Mentre la Procura di Milano avvia accertamenti urgenti tramite l'Interpol, Nicole Minetti difende la regolarità della grazia e del percorso adottivo. Le opposizioni chiedono le dimissioni del ministro Nordio, protetto da Meloni e Forza Italia.

Condividi questo articolo

Nicole Minetti interviene duramente sulla bufera giudiziaria e politica che sta travolgendo la concessione della sua grazia, smentendo le ricostruzioni riguardanti presunte irregolarità nell'adozione di suo figlio. "Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto", dichiara l’ex consigliera regionale in una nota ufficiale.

Secondo Minetti, "l'intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all'affidamento definitivo".

La donna punta il dito contro il risalto dato alla vicenda, parlando di ricostruzioni infondate e lesive: "Ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e soprattutto mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica".

Minetti giustifica inoltre il viaggio negli Stati Uniti con le condizioni di salute del piccolo: "Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza. È stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso".

L'ex esponente politica precisa infine "di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna".

Nonostante le rassicurazioni della difesa, la Procura Generale di Milano ha confermato la richiesta di verifiche “urgenti e a tutto campo” tramite l’Interpol, definendo i fatti emersi “gravissimi”. Gli inquirenti intendono acquisire documenti anche dall'Uruguay per accertare la veridicità della documentazione presentata per ottenere il provvedimento di clemenza.

A Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni ha preso le distanze dalla gestione tecnica della vicenda: “Mi fido del ministro Carlo Nordio e per quello che riguarda la conferma della grazia credo che la competenza non sia la mia. Confesso che anche io ho appreso della grazia a Nicole Minetti dalla stampa e ho chiesto come funzioni con la prassi e le procedure”.

Le opposizioni sono sul piede di guerra. Da Avs, Nicola Fratoianni parla di “ennesimo disastro istituzionale” e chiede le dimissioni del Guardasigilli, mentre il Movimento 5 Stelle sollecita un'informativa urgente in Aula. “Nordio non è un ministro ma un turista per caso, si dimetta”, attacca Riccardo Magi (+Europa), lamentando una gestione superficiale che avrebbe indotto in errore il Quirinale.

Dalla maggioranza arriva invece la difesa di Enrico Costa (Forza Italia), secondo cui le critiche “non stanno né in cielo né in terra” poiché il Ministero si sarebbe limitato a seguire l'istruttoria della Procura milanese.

Anche il viceministro Francesco Paolo Sisto invita alla prudenza: “Il ministro esprime un giudizio sulla scorta degli atti della procura generale, non è un passacarte”.

Intanto, emergono dettagli sulla condotta recente di Minetti. La struttura di volontariato nel centro di Milano dove l'ex igienista dentale prestava servizio ha deciso di sospendere la collaborazione: “L’ultima volta è venuta 15 giorni fa. Abbiamo deciso che, in questo momento, vista la situazione sospendiamo”, riferisce un responsabile, precisando che la donna si era presentata con il cognome Cipriani.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti