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Alcune note sulle armi da fuoco "corte" pistole e revolver.
Le pistole, automatiche o semiautomatiche, hanno un caricatore - in genere inserito nel calcio dell’arma - contenente i proiettili. Perché l'arma sia messa in condizioni di sparare occorre inserire un colpo in canna, operazione che si effettua tirando indietro il carrello e rilasciandolo. In questo modo un proiettile viene inserito nella canna e l’arma è pronta all'uso.
Il revolver o pistola a tamburo non può avere un proiettile in canna: le pallottole vengono inserite nel tamburo (girevole). Perché l’arma possa sparare occorre compiere una o due semplici ma necessarie manovre. Nella “singola azione" basta agire sul grilletto in modo tale che il cane dell’arma si alzi e si riabbassi nella sua sede colpendo il fondello della pallottola, innescando la carica e facendo fuoriuscire il proiettile. In altre parole, abbiamo lo sparo.
Nella "doppia azione" occorre invece prima tirare indietro il cane dell’arma e poi premere il grilletto per provocare lo sparo.
Il revolver utilizzato nel recente fatto di cronaca, un North American Arms lr22, è una pistola a tamburo a doppia azione.
Quindi due considerazioni: non si può (e non si deve) parlare di "colpo in canna" in quanto non si tratta di arma automatica o semi automatica; lo sparo di un revolver a doppia azione non è casuale, in quanto chi maneggia l’arma deve sollevare il cane e premere il grilletto.
Tutto ciò perché colleghi meno esperti nel settore non riportino informazioni errate. (G.R.)
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