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Un tema che sta attraversando in maniera trasversale questa selezione della Mostra dei 90 anni è quella dell'identità personale di Monica di Palladoro, The Whale di Darren Aronofsky, Blue Jean di Georgia Oakley, gli stessi antropofagi di "Bones and all" di Guadagnino. Anche "L’Immensità" di Crialese, che ha fatto precedere la presentazione a Venezia dall'outing della sua essenza transessuale, è costruito attorno a queste trame.
All'estero sono molto sensibili a queste tematiche mentre in Italia questi argomenti sono enormemente divisivi, specie in questo momento storico delle imminenti elezioni.
In Monica rimane sul non detto ma è chiaramente evidenziato dall/la protagonista Trace Lysette, militante LGBTQ+ molto conosciut* negli Stati Uniti. In The Whale il protagonista abbandona la famiglia per andare a vivere l’amore con un ragazzo molto più giovane di lui, Blue Jean la protagonista vive i drammi e le complessità della sua scelta omosessuale nell’Inghilterra thatcheriana che sta legiferando sull’argomento in totale restrizione dei diritti gay.
Gli amanti cannibali di Guadagnino sono una minoranza che si deve nascondere, vivendo in modo più o meno solidale il proprio stato, anche se alla fine l’amore vince sempre su tutto. La giovane protagonista de “L’immensità” ha la fortuna di avere una madre come Penelope Cruz che la tutela dalle ipocrisie di una famiglia borghese degli anni 70 a Roma.
Il cinema impone una discussione che per molte persone è fondamentale, sicuramente meno urgente delle emergenze della crisi economica che ci sta coinvolgendo, ma comunque da tenere in agenda.
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