Abbiamo accennato l’altro giorno brevemente al film The Whale (la balena) di Darren Aronofsky. Giunti a metà programma della Mostra, il regista americano raccoglie tante preferenze dai critici. Charlie, il protagonista interpretato da Brendan Fraser, tiene online corsi di letteratura e scrittura e non si fa mai vedere dagli allievi. Appena si gira la camera capiamo il perché: vive seduto su un divano da cui si muove con difficoltà a causa del suo peso di oltre 200 chili. Questo comporta, ovviamente, tutta una serie di problemi fisici come affaticamento cardiaco e difficoltà respiratorie che tengono costantemente in pericolo la sua vita.
Charlie ha scelto consapevolmente di attenersi a questo stile di vita come reazione alla morte per inedia del suo giovane compagno. L’unica che lo assiste è un’infermiera che pur sollecitandolo costantemente a ricorrere alle cure mediche, poi finisce per assecondarlo nella sua volontà di autodistruzione.
Charlie ha lasciato sua moglie e sua figlia Elle per andare a convivere con il suo amore omosessuale ma ora sta cercando di riallacciare i rapporti con la ragazza, interpretata da Sadie Sink la Max Mayfiled di Stranger Things. Li unisce l’amore per Moby Dick, il romanzo di Melville. Infatti Charlie quando si sente in pericolo di vita si legge un tema sul romanzo che per lui è la più bella che abbia mai sentito.
Aronofsky riesce ancora una volta, dopo The Wrestler con cui vinse il Leone d’Oro nel 2008, a mostrare delle vite al limite. Lì era Mickey Rourke che martoriava il proprio corpo, qui è Brendan Fraser che è stato costretto a recitare dentro una tuta pneumatica che lo ingrassa fino ad oltre 200 chili.
Charlie ha ben chiaro il percorso che ha intrapreso e dove vuole che lo conduca, ma prima deve fare una cosa buona in vita sua, almeno una come afferma più volte: assicurarsi che sua figlia stia bene dopo la sua morte, per compensare l’abbandono cui è stato costretto dalla moglie. Il regista costruisce analiticamente l’isolamento Charlie si è costruito attorno pur essendo in una cittadina: il bastone per raccogliere oggetti lontani, i vari sostegni cui si deve aggrappare per sollevarsi, il frigorifero sempre pieno, il deambulatore per andare a prendere le due pizze quotidiane che gli consegnano a domicilio, il portatile per tenere le sue lezioni online. Tutto costruito intorno a lui ma non in senso egocentrico, anzi proprio in senso opposto.
Charlie è un altruista, sia con i suoi studenti che con quelli che entrano dentro casa sua, che vuole lasciare il mondo meglio di quanto lo ha trovato. Nel film ci riesce benissimo ma lo fa anche con gli spettatori.
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