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  • Roma - Lunedì 11 Maggio 2026

Commercio e turismo: allarme Confesercenti, crolla il lavoro autonomo

In sei anni il settore perde 177mila indipendenti, mentre il lavoro dipendente cresce di oltre mezzo milione di unità. Commercio al dettaglio e ristorazione le aree più colpite; tengono solo gli alloggi grazie alla ricettività diffusa.

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Il volto del terziario italiano sta cambiando radicalmente, virando verso una progressiva dipendenti-zzazione a scapito della piccola impresa. Secondo l'ultima ricerca di Confesercenti basata su dati camerali, negli ultimi sei anni il comparto del commercio e del turismo ha guadagnato 351mila addetti complessivi (+8,4%), ma il dato nasconde una profonda crisi dell'imprenditoria individuale: a fronte di un aumento di 528mila lavoratori dipendenti (+18%), si è registrata una emorragia di 177mila lavoratori indipendenti (-14,1%).

Come sottolineato dallo studio, se nel 2019 un addetto su tre era autonomo, oggi la quota è scesa a meno di uno su quattro.

Il settore più colpito è il commercio al dettaglio, che ha visto sparire oltre 135mila figure tra imprenditori e collaboratori (-16,6%), seguito dalla ristorazione con una flessione di circa 45mila unità. In controtendenza solo il comparto degli alloggi, che segna un +7,4% di indipendenti spinto dal boom di case vacanza e bed & breakfast.

A livello geografico, il calo è generalizzato: in termini assoluti soffrono maggiormente Lombardia e Lazio, mentre in percentuale le Marche registrano il crollo più drastico (-25%).

Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, ha avvertito che questa tendenza mette a rischio la densità produttiva e il pluralismo dell'offerta nei territori. Il declino del lavoro autonomo è attribuito a un mix di pressione fiscale, costi energetici elevati, rincari delle locazioni e concorrenza sproporzionata delle grandi piattaforme digitali.

Per invertire la rotta, l'associazione sollecita interventi strutturali: riduzione dei costi energetici per le piccole realtà, incentivi al ricambio generazionale, sostegno agli investimenti privati e un potenziamento del welfare per gli imprenditori, affinché mettersi in proprio torni a essere una scelta sostenibile e non una sfida lasciata alle sole forze del singolo.

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