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Determinato, caustico, diretto, esordisce così Matteo Salvini, Vicepremier del Governo Meloni e ministro delle Infrastrutture e Trasporti: “Sono contento di essere qui al Congresso della Cisal. Non esistono solo Cgil Cisl e Uil. Per fortuna siamo in democrazia anche sindacale e Landini non è l'unico depositario della rappresentatività dei lavoratori. Quando avrete concluso i vostri lavori vi aspetto con una vostra delegazione al ministero per costruire insieme l’Italia”.
Il “popolo CISAL” lo riceve quasi in trionfo, e gli riserva una festa del tutto imprevista, Salvini intuisce che è tra amici con cui si può discutere in libertà e allora parla della ripresa del Paese: “Ogni cantiere che si sblocca – dichiara l’esponente del governo - significa lavoro per geometri, ingegneri, operai e maestranze varie. Il nuovo codice degli appalti pubblici va in questa direzione e prevede tempi più veloci senza perdere tempo in burocrazia. Da calcoli che abbiamo fatto al ministero emerge come con un miliardo di euro speso in lavori pubblici si creino 15-20 mila posti di lavoro. Al di là delle chiacchiere e della filosofia quello che conta è creare occupazione. Prendiamo ad esempio il ponte sullo Stretto: con i soldi che investiremo per realizzarlo si creeranno 100.000 posti di lavoro veri”.
Il vice premier affronta poi la questione relativa al reddito di cittadinanza. “Nessuno può rimanere a casa se abile al lavoro a carico della collettività”. Non manca il riferimento alla Riforma pensioni: “Alla fine di questa legislatura - dice Salvini- la legge Fornero sarà soltanto un ricordo. Siamo per la flessibilità in uscita a quota 41 che secondo noi è doverosa”. Poi affronta con una naturalezza fuori dal comune e una praticità a volte sconcertante, la questione dei redditi insufficienti soprattutto nelle grandi città: “Un ingegnere di prima nomina che lavora al ministero guadagna 1.600 €e se non ha la casa di proprietà perché non è di Roma deve spendere gran parte del suo stipendio per pagare l'affitto. Questo non è giusto perché nelle grandi città la vita è più cara. Pur mantenendo ben saldo il contratto collettivo nazionale di lavoro occorre trovare misure che diano risposte a questa problematica”. Storie di vita vissuta e reale, che la gente conosce così bene che la platea del Marriot esplode in un lunghissimo applauso.
“Non vorrei che tra cinquant'anni – aggiunge il leader della Lega- l'Italia sarà un paese più pulito ma con più disoccupati. Se ci saranno solo auto green la Cina prenderà il sopravvento. L’Italia produce lo 0,8% delle emissioni nel mondo. Se costringeremo le persone a cambiare l’auto e passare all’elettrico faremo sì che la Cina produrrà le batterie elettriche con le centrali a carbone e intanto è cresciuta del 4%”.
Il futuro? Salvini confessa di essere tifoso di Roma Expo 2030: “Quando hanno fatto l’autostrada del Sole e l’alta velocità, c’era qualcuno che non era d’accordo, diceva che si trattava di opere che non servivano. Conto invece nella Cisal, che possa essere un alleato del Paese per dare voce all’Italia del sì”. E sul Pnrr Salvini ha idee chiarissime: “Si tratta di soldi che vanno spesi bene, perché sono pur sempre un debito che i nostri figli dovranno restituire. Va benissimo per le opere pubbliche, meno per campi di calcio e di padel”.
Non ha nessun dubbio invece neanche sul versante fiscale “il taglio del cuneo porterà un aumento delle buste paga ai redditi non superiori a 25.000 € all'anno. Ora devo correre e tornare al mio lavoro”.
La mattinata del Congresso prosegue dando spazio e fiato alle tante opinioni presenti qui in sala, ma che hanno un solo filo conduttore pare di capire, e cioè la riconferma del Segretario generale Franco Cavallaro, che ha portato la CISAL ad avere oltre 1 milione e 400 mila iscritti, tantissimi per un Sindacato che pareva all’inizio soltanto uno scherzo del destino. Dopo Matteo Salvini, sarà la volta di Giuseppe Conte, che in realtà molti qui al Marriott aspettano con piacere e con grande curiosità.
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