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- Roma - Venerdì 28 Agosto 2026
Crisi in Medio Oriente, Confartigianato: "Bruciati 2,2 miliardi di export italiano in 4 mesi"
Tra marzo e giugno 2026 l'Italia registra la contrazione più pesante nell'Ue (-22,7%). Crollo per moda e macchinari; Veneto e provincia di Bergamo i territori più colpiti.
Le imprese italiane pagano il prezzo più alto per gli effetti della crisi mediorientale e del conflitto Usa-Iran. Secondo le rilevazioni diffuse da Confartigianato, tra marzo e giugno 2026 l'Italia ha registrato una perdita di 2,2 miliardi di euro nelle esportazioni dirette verso l'area, pari a un crollo del 22,7% su base annua.
L'impatto sul nostro Paese risulta il più pesante in ambito europeo: la contrazione delle vendite italiane rappresenta il 46,1% dei 4,7 miliardi di minor export registrati complessivamente dall'Unione Europea nella regione (-8,7%).
A soffrire sono soprattutto i comparti a forte concentrazione di micro e piccole imprese. La moda segna una riduzione del 33,7%, mentre la voce principale del nostro export nell'area, quella dei macchinari, evidenzia un calo del 18,6%.
Flessioni significative si riscontrano anche nei settori della gioielleria e dell'arredamento. Nella mappa dei territori più danneggiati, il Veneto registra la contrazione maggiore (-26,3%), seguito da Emilia-Romagna (-12,9%), Lombardia (-9,1%) e Toscana (-3,0%). Tra le province, le flessioni più accentuate toccano Bergamo (-27,5%), Vicenza (-25,9%), Milano (-15,5%) e Firenze (-6,5%).
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