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  • Roma - Martedì 8 Settembre 2026

Crosetto all'83° anniversario della Difesa di Roma: "Guerre tornate in Europa, la Resistenza sia un patrimonio di tutti"

Il ministro della Difesa a Porta San Paolo: "Viviamo in un mondo non necessariamente più sicuro. Di fronte a minacce complesse e ibride la sicurezza riguarda l'intero Paese".

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"Le guerre sono tornate nel cuore dell’Europa, crescono le tensioni internazionali, le minacce sono sempre più complesse": con questo richiamo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è intervenuto a Porta San Paolo in occasione delle commemorazioni per l’83esimo anniversario della Difesa di Roma.

Nel suo discorso, il titolare del dicastero ha tracciato un parallelo tra la storia repubblicana e il contesto geopolitico attuale: "Viviamo in un mondo profondamente diverso da quello del 1943, ma non necessariamente più sicuro". Crosetto ha evidenziato come le sfide moderne travalichino il solo ambito bellico tradizionale, sviluppandosi attraverso dimensioni "militare, cibernetica, spaziale, energetica, della disinformazione, tecnologica e ibrida".

Una trasformazione che richiede un approccio corale: "Di fronte a tutto questo la sicurezza non può essere soltanto responsabilità delle Forze armate. La sicurezza e la libertà di un Paese dipendono anche dalla sua capacità di rimanere unito, di resistere, di reagire insieme. La sicurezza riguarda le istituzioni, le Forze armate, le imprese, il mondo della ricerca e prima di tutto i cittadini. La pace, la libertà e la democrazia non sono garantite per sempre. La libertà si custodisce, si difende".

Il ministro si è poi soffermato sul valore della coesione nazionale, richiamando l'esempio dei militari e dei civili che combatterono fianco a fianco nella capitale tra l'8 e il 10 settembre 1943: "Un Paese diviso è fragile, un Paese coeso è molto più forte. Quando sono in gioco la libertà, la sicurezza, il futuro del nostro Paese, dobbiamo ricordarci che ciò che ci unisce è più importante di quello che ci divide. Davanti al pericolo che riguarda tutti, mettono da parte ciò che li divide e si uniscono per il Paese, per la patria, per la libertà. È uno spirito di cui oggi più che mai abbiamo tutti bisogno".

In conclusione, il vertice della Difesa ha sottolineato il valore unitario della memoria storica e della lotta di liberazione: "La Resistenza può e deve essere un patrimonio comune, perché la libertà non è di una parte. La libertà appartiene a tutti. La Resistenza deve essere ricordata per quello che rappresenta nella sua totalità: una parte fondamentale della storia della nostra libertà, della nostra Repubblica, della nostra essenza. Non deve diventare, non può essere mai un motivo di divisione. Il modo più alto di celebrare quegli eventi è fare in modo che la memoria ci avvicini, anziché allontanarci nei momenti di difficoltà".

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