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  • Venezia - Martedì 8 Settembre 2026

Mostra di Venezia, Anica lancia l'allarme sulla post-produzione: "Servono incentivi stabili per non perdere valore"

Il presidente Usai e le imprese tecniche chiedono un fondo strutturale e agevolazioni fiscali dedicate: tra il 2016 e il 2024 il settore ha visto un aumento delle aziende dell'87%.

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Garantire risorse certe e misure fiscali ad hoc per evitare che le produzioni cinematografiche internazionali girino in Italia per poi completare il lavoro all'estero. È la richiesta avanzata da Anica e dall'Unione Imprese Tecniche durante l'incontro "Dove finisce il film", promosso nell'ambito dell'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia per fare il punto sul ruolo strategico e sull'impatto tecnologico delle fasi di montaggio, effetti visivi e gestione dell'intelligenza artificiale.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Anica, Alessandro Usai, sottolineando l'importanza di investire nella trasformazione digitale del comparto: "Vogliamo accendere un faro su un segmento della filiera di cui si parla ancora troppo poco, ma strategico per il futuro del settore: le industrie tecniche e, in particolare, la post-produzione. Non è soltanto un passaggio tecnico: è una fase determinante, nella quale si concentrano alcune delle innovazioni più profonde, a partire dall’Intelligenza artificiale. Non presidiare questo sviluppo risikia nel medio periodo di far rimanere indietro un’industria che rappresenta un’eccellenza.

Abbiamo una grande forza nella nostra 'fabbrica fisica', ma dobbiamo essere competitivi anche nella 'fabbrica virtuale', sulla quale si giocherà una parte importante della competizione internazionale. Avere industrie tecniche capaci di gestire l’intelligenza artificiale in modo protetto, professionale e tutelato rappresenta inoltre una garanzia per tutta la filiera, dagli operatori agli autori.

Come Anica vogliamo portare maggiore attenzione su questa fase e creare le condizioni perché possa continuare a svilupparsi in Italia. Sulla tecnologia e sull’innovazione abbiamo bisogno di investimenti, attenzione e sostegno da parte delle istituzioni".

I dati presentati da Piero Costantini, vicepresidente dell’Unione Imprese Tecniche Anica e CEO di Mnemonica, mostrano un comparto in forte espansione: tra il 2016 e il 2024 le aziende del settore sono cresciute dell'87% e gli addetti del 60%.

Costantini ha rilevato che "la post-produzione sta diventando una componente sempre più rilevante dei budget e ha quindi bisogno di una regolamentazione dedicata. Non si tratta soltanto di risorse economiche, ma della necessità di costruire un disegno organico che finora è mancato. Oggi abbiamo posto le fondamenta per un nuovo dialogo con le istituzioni e con gli organismi che si occupano dell’internazionalizzazione del comparto, per creare insieme alle imprese le condizioni per rafforzare e rendere più competitivo questo segmento della filiera".

A definire la visione industriale è stato infine Daniele Taddei, presidente dell’Unione Imprese Tecniche Anica, lanciando lo slogan "Finishing in Italy": "La sfida non è semplicemente portare produzioni in Italia, ma fare in modo che il valore prodotto da quelle produzioni rimanga in Italia. Girare e completare il film nel nostro Paese può essere non soltanto possibile, ma economicamente conveniente. La post-produzione va calculated non come un costo, ma come un asset industriale capace di generare competitività, occupazione qualificata e innovazione".

Taddei ha poi rimarcato le priorità per il futuro: "Abbiamo un comparto che è cresciuto, ha investito e possiede competenze riconosciute a livello internazionale. Ora dobbiamo creare le condizioni perché possa continuare a farlo. Se vogliamo che l’Italia non sia soltanto il set, ma anche il luogo in cui il film prende la sua forma definitiva, dobbiamo considerare la post-produzione per quello che realmente è: un’infrastruttura strategica del nostro cinema".

Per sostenere il comparto, Anica propone nell'immediato una soglia minima di risorse stabili all'interno del Fondo Cinema e, nel medio termine, l'apertura di un tavolo tra Ministero della Cultura e Ministero dell'Economia per definire un incentivo fiscale dedicato alla post-produzione.

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