
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 14:15
Dalla pizza ai jeans, Treccani racconta le parole italiane che hanno conquistato il mondo
Al via il progetto 'Onde – Parole italiane in viaggio' promosso con la Farnesina per la Settimana della Lingua Italiana nel mondo 2026. Gastronomia, tipografia, lirica e moda guidano la classifica degli italianismi più diffusi all'estero.
La cucina italiana guida la classifica dei vocaboli nazionali più diffusi e integrati nei vocabolari internazionali, ma tra le parole esportate con maggior successo compaiono anche sorprese legate al tessile, alla stampa e al canto lirico.
È quanto emerge da "Onde – Parole italiane in viaggio", il progetto della Fondazione Treccani Cultura realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo 2026, dedicata al tema "Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano".
L'iniziativa mette a disposizione degli Istituti Italiani di Cultura nel Mondo una serie di contenuti audio dedicati alla storia, all'etimologia e all'uso attuale degli italianismi diffusi a livello globale, evocando l'immagine radiofonica marconiana del posizionamento culturale attraverso la trasmissione linguistica.
In cima al ranking si posiziona il termine "pizzaiuolo", inteso nella sua accezione tradizionale napoletana e consacrato dall'UNESCO nel 2017 tra i patrimoni immateriali dell'umanità. Il podio è completato da "espresso", locuzione già in uso a Napoli nel 1912 per indicare il caffè estratto ad alta pressione al momento, e da "moka", la celebre caffettiera ottagonale creata da Alfonso Bialetti nel 1933 il cui nome rimanda allo storico porto yemenita di Mokha, snodo per l'esportazione del caffè. Segue al quarto posto il "tramezzino", il panino morbido creato al Caffè Mulassano di Torino nel 1925 la cui paternità lessicale è attribuita a Gabriele d'Annunzio.
La quinta posizione vede invece protagonista il termine "jeans", parola strettamente connessa alla storia nazionale in quanto derivante dal francese Gênes (Genova), dal cui porto veniva spedito il resistente tessuto di cotone blu utilizzato anche per i pantaloni indossati da Giuseppe Garibaldi e dai Mille nel 1860.
La classifica delle dieci parole più rappresentative prosegue con "carpaccio", la pietanza a base di carne cruda ideata negli anni Sessanta da Giuseppe Cipriani all'Harry's Bar di Venezia in omaggio ai toni cromatici del pittore Vittore Carpaccio, e con "italic", la dicitura con cui nel mondo anglosassone si indica il carattere tipografico corsivo sviluppato a Venezia nel 1501 da Aldo Manuzio e realizzato da Francesco Griffo.
Completano la selezione il termine "stucco", voce di origine germanica radicatasi nel lessico italiano e reimportata nel Nord Europa grazie alla maestria degli artigiani dei laghi lombardi e del Canton Ticino a partire dal Cinquecento, unitamente a "soprano" e "falsetto", concetti musicali e registri vocali affermatisi globalmente con la diffusione internazionale dell'opera lirica italiana.
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