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  • Roma - Lunedì 17 Agosto 2026

Dalla ricerca una gomma da masticare che abbatte Hpv e batteri associati ai tumori testa-collo

Lo studio della University of Pennsylvania pubblicato su Scientific Reports mostra una riduzione fino al 93% del virus e oltre il 99% dei batteri legati ai tumori della testa e del collo. Risultati al momento limitati a test di laboratorio.

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Una gomma da masticare bioingegnerizzata si è dimostrata in grado di ridurre fino al 93% la carica di Papillomavirus umano (Hpv) nei campioni di saliva e, in combinazione con un peptide antimicrobico, di abbattere di oltre il 99% la presenza di due batteri associati alle neoplasie della testa e del collo.

A firmare lo studio, i cui dati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports, è un team di ricercatori della University of Pennsylvania School of Dental Medicine. Si tratta tuttavia di evidenze ancora preliminari, poiché le sperimentazioni sono state condotte in vitro su campioni biologici e risciacqui orali prelevati da pazienti affetti da carcinoma squamocellulare, e non direttamente su soggetti umani in corso di trattamento.

Il prodotto sfrutta una proteina estratta dai semi del lablab, un legume, denominata Fril. Questa molecola agisce provocando l'aggregazione delle particelle virali: quando sono unite tra loro, le strutture dell'Hpv perdono la capacità di penetrare nelle cellule umane e infettarle, rimanendo così intrappolate nella gomma.

Come spiegato dall'autore principale dello studio, Henry Daniell, le particelle virali aggregate non riescono più a compiere l'ingresso cellulare. Nei test di laboratorio condotti su saliva e fluidi di risciacquo orale dei pazienti — nei quali la presenza di Hpv è stata rilevata rispettivamente nel 100% e nel 75% dei casi —, l'estratto della gomma ha aggregato circa il 93% del virus nella saliva e l'80% nei risciacqui. Per estendere l'efficacia dell'intervento, gli scienziati hanno arricchito la formulazione con la protegrin-1, un peptide ad azione antimicrobica mirato contro due ceppi batterici associati allo sviluppo dei tumori del distretto cervico-facciale, ottenendo un'abbattimento superiore al 99% dei livelli batterici con una singola dose della combinazione.

L'obiettivo degli studiosi è ora quello di accedere alla fase di sperimentazione clinica per verificare se la gomma possa rappresentare uno strumento profilattico o complementare alle terapie tradizionali, utile a diminuire la trasmissione e il carico microbico.

I ricercatori sottolineano che definire il prodotto come una cura o prevenzione certa contro il cancro è al momento prematuro, in quanto spetterà ai futuri trial clinici stabilire se l'uso della gomma possa effettivamente prevenire l'insorgenza della malattia o migliorare la prognosi dei pazienti.

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