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- Roma - Martedì 5 Maggio 2026
David di Donatello, Matilda De Angelis al Quirinale: "Da ogni grande crisi nasce una resistenza"
L’attrice, candidata ai premi del cinema italiano, lancia un appello all'unità della categoria durante l'incontro con il Presidente Mattarella. "Dobbiamo tornare a riconoscerci come collettività, inclusi lavoratori e maestranze".
In occasione dell'incontro tra i candidati ai David di Donatello e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Matilda De Angelis ha espresso una forte riflessione sullo stato attuale dell'industria cinematografica e sulla necessità di una nuova coesione sociale tra gli addetti ai lavori.
L'attrice ha sottolineato l'importanza di non ignorare le difficoltà del settore, affermando: “Non voglio essere drammatica, però, secondo me, anche fare finta di niente sta diventando un po’ angosciante, anche un po’ svilente per una categoria che è stata umiliata e dobbiamo arrivare a umiliarla per ricordarci che esiste. Quindi, insomma, noi che abbiamo una voce la dobbiamo portare e, quindi, la porteremo sempre”.
Nel corso del suo intervento, De Angelis ha ribadito come la partecipazione a eventi di tale prestigio debba servire a veicolare istanze collettive e non solo celebrazioni individuali.
“Che tipo di messaggio voglio lanciare? Intanto presenziare per me significa sfruttare un’occasione, sfruttare un palcoscenico per portare un messaggio”, ha spiegato, aggiungendo quanto sia urgente ritrovare un senso di appartenenza comune: “Io credo che sia necessario ritrovarla quell’unità, cioè ripensarci veramente con una categoria”.
Citando una celebre frase del regista Paolo Sorrentino, ha poi rivolto un accorato appello ai colleghi: “Paolo Sorrentino dice: ‘Non ti disunire’. Non ci disuniamo, per favore. Quindi dobbiamo tornare a riconoscerci come collettività e questo veramente include gli artisti, le artiste, i lavoratori del cinema, le maestranze”.
L'analisi dell'attrice si è infine concentrata sulla capacità di reazione del mondo dell'arte di fronte alle avversità, auspicando che l'attuale fase di incertezza possa trasformarsi in una spinta creativa e politica. “Secondo me negli anni abbiamo perso un po’ questo senso di comunità. Dalle grandi crisi arriva la resistenza. Speriamo che arrivi, io ci sono”, ha proseguito De Angelis, rivendicando il diritto delle nuove generazioni di guardare avanti con ottimismo.
“Vorrei fare parte di questa resistenza e lo riesco a immaginare questo futuro. Voglio anche avere questa speranza perché sono giovane e se non ho la speranza vuol dire che sono morta”, ha concluso, siglando un intervento che pone l'accento sulla dignità del lavoro culturale.
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