
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
Digital Markets Act, stangata Ue in arrivo per Alphabet: multa milionaria a Google per favoritismo nei risultati di ricerca
Bruxelles si prepara a infliggere una sanzione da centinaia di milioni di euro alla holding di Mountain View prima della pausa estiva. Nel mirino della Commissione la violazione delle nuove norme antitrust sui motori di ricerca, mentre l'azienda replica duramente parlando di un danno strutturale all'esperienza d'uso per gli utenti del Vecchio Continente.
La Commissione Europea si appresta a sanzionare pesantemente Google, inaugurando una nuova stagione di rigore nell'applicazione delle regole sulla concorrenza digitale: secondo quanto rivelato dal quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, che ha citato fonti interne all'esecutivo comunitario, Bruxelles sarebbe ormai alle battute finali della stesura di un provvedimento sanzionatorio da diverse centinaia di milioni di euro nei confronti di Alphabet, la multinazionale che controlla il colosso di Mountain View.
L'ufficializzazione del provvedimento è attesa nelle prossime settimane, prima della consueta sospensione dei lavori per le ferie estive. Se i dettagli della deliberazione venissero confermati, si tratterebbe del risarcimento pecuniario più cospicuo mai comminato dagli organismi di vigilanza europei per una violazione diretta del Digital Markets Act (Dma), il testo normativo varato per arginare lo strapotere delle grandi piattaforme web sul mercato continentale.
L'azione legale dell'Unione Europea, partita formalmente con un'istruttoria avviata nel marzo del 2025, si focalizza sui criteri algoritmici con cui il motore di ricerca posiziona i propri servizi accessori a scapito della concorrenza nei risultati generali, violando l'obbligo di neutralità.
Il portavoce della Commissione, Thomas Regnier, ha voluto precisare in una dichiarazione rilasciata all'agenzia Reuters come l'obiettivo prioritario delle istituzioni europee rimanga l'adeguamento spontaneo alle direttive da parte delle multinazionali, piuttosto che la mera riscossione di penalità economiche. Lo stesso Regnier ha però sottolineato la determinazione del dipartimento della concorrenza, specificando che, "anche nelle trattative sulle soluzioni future, non esiteremo a intraprendere i passi successivi il prima possibile".
Il richiamo segue la decisione dei commissari di concedere una breve proroga a Big G, dopo che i precedenti pacchetti di modifiche proposti dall'azienda erano stati bollati come inadeguati e insufficienti.
La reazione del gigante tecnologico americano non si è fatta attendere, evidenziando una profonda divergenza di vedute circa l'applicazione della legislazione e la tutela dei consumatori. Pur ribadendo il proprio impegno formale a cooperare con i funzionari di Bruxelles per sanare la vertenza legale, la dirigenza di Mountain View ha espresso forti riserve sugli effetti collaterali che tali restrizioni stanno provocando sul funzionamento della propria piattaforma principale.
Un portavoce ufficiale di Google, interpellato sempre dalla Reuters, ha definito i correttivi tecnici introdotti finora per conformarsi ai dettami del Dma come "il più grande peggioramento nella storia del prodotto, creando un'esperienza di seconda categoria per gli europei".
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