Dl Aiuti: Senato conferma fiducia al governo, 172 i voti a favore. Assente il M5S
Saltata la mediazione proposta dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà. Il premier Draghi è salito al Quirinale da Mattarella.
(Prima Notizia 24)
Giovedì 14 Luglio 2022
Roma - 14 lug 2022 (Prima Notizia 24)
Saltata la mediazione proposta dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà. Il premier Draghi è salito al Quirinale da Mattarella.
Fiducia confermata dal Senato sul dl Aiuti: l'Aula di Palazzo Madama ha approvato la questione posta dal governo con 172 voti favorevoli e 39 contrari. Assente alla votazione il Movimento 5 Stelle, i cui senatori non hanno risposto alle due chiame. Con i pentastellati è sfumata anche l'ultima ipotesi di mediazione, proposta dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, di far approvare il testo senza la fiducia.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine del voto, è andato al Quirinale, dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Nel corso delle dichiarazioni di voto, il capo politico di Italia Viva, Matteo Renzi, si è appellato a Draghi, affinchè prosegua l'attività di governo. La capogruppo del Pd, Simona Malpezzi, ha domandato l'assunzione di "responsabilità da parte di tutti", mentre secondo l'esponente di Liberi e Uguali (LeU) Vasco Errani bisogna "verificare se un ultimo colpo di reni sia possibile".

"Chi segue gli interessi di partito gira le spalle al Paese", ha detto, invece, il capogruppo di Insieme per il Futuro (Ipf), Primo Di Nicola.

Il Movimento 5 Stelle, attraverso la capogruppo Mariolina Castellone, ha dato conferma dell'intenzione di non votare la fiducia. "Chi parla di responsabilità non votò il Pnrr con il Conte bis. Gli irresponsabili non siamo noi, irresponsabile è chi non dà risposte al Paese", ha evidenziato Castellone.

Per quanto riguarda i partiti di centrodestra, Luca Ciriani (FdI) ha chiesto che vengano indette nuove elezioni. "La Lega è leale ma se mancano le condizioni si voti", ha garantito il senatore del Carroccio Paolo Tosato, mentre secondo Anna Maria Bernini (Fi), "è evidente che se qualcuno non voterà la fiducia, oggi nascerà una nuova maggioranza di governo". Nel corso del suo intervento, in cui la Bernini ha detto al M5S di "tornare a casa con le nostre auto blu", da parte del centrodestra sono iniziati cori rivolti ai senatori pentastellati, a cui hanno detto "a casa, a casa". Alcuni senatori del M5S hanno replicato "Vacci tu!". La Presidente del Senato, chiedendo rispetto per le opinioni di tutti, ha riportato la situazione alla calma.

Al Parlamento "diremo che siamo disponibili a una continuazione di questo governo Draghi, non siamo disponibili a tirare avanti chicchessia: se non ci saranno le condizioni, se altri partiti della maggioranza si sfileranno, allora la parola passerà agli italiani e noi saremo pronti ad andare di fronte agli italiani con il nostro progetto per il futuro dell'Italia. Una maggioranza senza il M5s a me sembra un'ipotesi totalmente improbabile. Dopodiché il Parlamento è sovrano, quindi ascolteremo tutti". Così il Segretario del Pd, Enrico Letta.

"Quello che è successo ieri a Roma e la decisione del M5s di non votare la fiducia al decreto Aiuti cambia lo scenario politico. Prendiamo atto di questa scelta, non è la nostra: è una scelta che ci divide", aggiunge Letta.

"I dirigenti M5S stavano pianificando da mesi l'apertura di una crisi per mettere fine al governo Draghi. Sperano in 9 mesi di campagna elettorale per risalire nei sondaggi, ma così condannano solo il Paese al baratro economico e sociale. Non potevamo essere complici di questo piano cinico e opportunista, che trascina il paese al voto anticipato e al collasso economico e sociale". Lo ha detto il Ministro degli Esteri e fondatore di Insieme per il Futuro (Ipf), Luigi Di Maio.

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