
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 5 Giugno 2026
Economia del mare, Meloni alla Convention Satec: "La nautica è tra le espressioni più avanzate del Made in Italy"
In un videomessaggio, la premier ha annunciato riforme normative per valorizzare il settore, puntando su internazionalizzazione e formazione.
Il comparto della cantieristica e dei servizi marittimi si conferma al centro dell'agenda economica del governo, ricevendo un forte attestato di centralità strategica da parte di Palazzo Chigi.
Intervenendo con un videomessaggio indirizzato alla platea della convention Satec 2026, l'annuale appuntamento organizzato da Confindustria Nautica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto tracciare il bilancio del valore industriale e reputazionale che la filiera nautica esprime sui mercati transazionali, definendola una punta di diamante dell'ingegno nazionale.
Il capo dell'esecutivo ha aperto il proprio intervento ponendo l'accento sul prestigio manifatturiero che il comparto garantisce all'immagine del Paese all'estero: “La nautica è una delle espressioni più avanzate del made in Italy: uno dei settori nei quali la qualità italiana si misura con la competizione globale e l’eccellenza manifatturiera si trasforma in forza reputazionale”.
Meloni ha poi snocciolato i dati macroeconomici correlati all'indotto, descrivendo la capacità della produzione navale di irradiare ricchezza e posti di lavoro ben oltre i confini stretti dei poli di assemblaggio e dei cantieri, toccando la subfornitura, le infrastrutture portuali e i flussi turistici: “È una filiera che unisce tecnologia, design, servizi, presenza sui mercati.
È una realtà industriale solida e diffusa che produce benefici ben oltre il perimetro dei propri cantieri. Infatti ogni euro prodotto dalla cantieristica nautica attiva 5,2 euro di valore aggiunto lungo la catena produttiva, mentre ogni addetto genera 7,1 posti di lavoro complessivi. Un moltiplicatore che fa della nautica un settore strategico per la subfornitura, i servizi, il turismo, la portualità, ma anche per la proiezione stessa dell’Italia sul piano internazionale”.
Proprio partendo dall'analisi di questo effetto moltiplicatore, la premier ha inserito lo sviluppo del settore all'interno delle più recenti riforme normative varate dalle Camere, evidenziando il cambio di passo impresso dall'azione della maggioranza nell'approccio alle economie marine: “Il governo è partito da questa consapevolezza, da questi punti di forza per guardare al mare in un’ottica di sistema. Visione che ha dato forma alla legge sulla valorizzazione della risorsa mare che è stata appena approvata in Parlamento e che segna l’inizio di una stagione nuova in cui il mare viene finalmente considerato uno degli asset strategici di sviluppo della nazione”.
Nelle battute conclusive del suo saluto alla platea di Confindustria, il presidente del Consiglio ha delineato gli impegni operativi e programmatici che vedranno impegnati i vari ministeri nei prossimi mesi, ponendo l'accento sui processi di internazionalizzazione e sul potenziamento delle competenze dei lavoratori del settore.
Il traguardo immediato resta la messa a terra dei decreti e delle procedure per rendere fruibili le nuove regole: “La nautica è una delle componenti fondamentali di questo asset, un settore che il governo intende sostenere nella semplificazione, accompagnare nei processi di innovazione e internazionalizzazione, e rafforzare nella formazione delle competenze. Ora la sfida che ci aspetta è quella di attuare concretamente la cornice normativa che abbiamo delineato perché imprese e territori possano coglierne appieno i benefici. È un cammino che, sono certa, ci vedrà ancora lavorare una volta insieme. Insieme per valorizzare, come merita, una delle filiere industriali più innovative, dinamiche e identitarie della nazione”.
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