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  • Roma - Martedì 19 Maggio 2026

Electrolux, fronte comune Urso-Regioni contro il piano aziendale: "E' inaccettabile, ritirarlo subito"

In vista del tavolo ufficiale del 25 maggio al Mimit, il governo e i governatori dei territori sedi degli stabilimenti respingono i tagli del gruppo e chiedono una nuova strategia industriale basata su investimenti e innovazione senza licenziamenti.

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di Giorgio Neri

Il piano di riorganizzazione presentato dai vertici di Electrolux incassa il netto e unanime rifiuto delle istituzioni italiane. Il progetto della multinazionale “è inaccettabile. Al tavolo del 25 maggio al ministero delle Imprese e del Made in Italy chiederemo all’azienda il suo immediato ritiro”. A dichiararlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine di un vertice svoltosi con i rappresentanti di tutte le Regioni che ospitano i siti produttivi italiani del gruppo. 

Nel corso della riunione è emersa una linea d'azione totalmente condivisa tra l'esecutivo nazionale e le amministrazioni locali, orientata a blindare i livelli occupazionali, difendere la capacità manifatturiera interna e respingere in blocco qualunque provvedimento unilaterale che possa pregiudicare la tenuta industriale del comparto sul territorio nazionale.

La richiesta che verrà presentata ai vertici societari punta a una totale riscrittura delle strategie per l'Italia, escludendo interventi traumatici sul personale: “Chiederemo a Electrolux un nuovo piano industriale, su cui avviare un confronto vero con Governo, Regioni e sindacati, che non preveda licenziamenti collettivi”, ha rilanciato Urso.

Il ministro ha poi chiarito i confini entro cui lo Stato intende muoversi per agevolare il rilancio: “Non accetteremo scelte che colpiscono lavoro, production e filiere. Dalla proprietà ci aspettiamo maggiore responsabilità e una strategia fondata su investimenti, innovazione e tutela della capacità produttiva, sulla quale siamo disposti a fare il massimo sforzo con gli strumenti pubblici”.

Il tavolo istituzionale ha permesso inoltre di analizzare nel dettaglio lo scenario macroeconomico in cui si muove il mercato dell'elettrodomestico, il cosiddetto settore del bianco. L'attenzione si è concentrata sulle risposte europee necessarie a contrastare le dinamiche di concorrenza sleale provenienti dalla Cina, giudicando indispensabile una profonda revisione del Cbam (il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) come barriera di protezione commerciale della filiera continentale, accanto alla ricognizione dei fondi statali attivati negli ultimi anni a supporto della manifattura nazionale.

Al summit, guidato da Urso insieme alle sottosegretarie Fausta Bergamotto e Mara Bizzotto, hanno preso parte attiva le delegazioni politiche di tutti i territori coinvolti: per le Marche il governatore Francesco Acquaroli con l'assessore al Lavoro Tiziano Consoli; per l'Emilia-Romagna il presidente Michele De Pascale affiancato dall'assessore al Lavoro Giovanni Paglia; per il Veneto l'assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci; per il Friuli Venezia Giulia gli assessori Sergio Bini (Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro); e infine, per la Lombardia, l'assessore all'Istruzione e Lavoro Simona Tironi.

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