
- Prima Notizia 24
- Milano - Martedì 19 Maggio 2026
Intesa Sanpaolo: fatturato delle industrie manifatturiere in aumento, ma la crisi di Hormuz minaccia la ripresa
In caso di blocco prolungato dello Stretto, per il biennio 2026-27 si stima una contrazione dell'1,5%.
di Paolo Rinaldi
L'industria manifatturiera italiana si muove lungo un sentiero di espansione contenuta, sul quale continuano però a addensarsi pesanti incognite di natura geopolitica.
Secondo i dati emersi dal Rapporto Analisi dei Settori Industriali, elaborato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Prometeia e illustrato a Milano, il comparto è orientato da qui al 2030 verso una crescita moderata del proprio fatturato, stimata intorno all'1% medio annuo a prezzi costanti.
Su questo scenario grava tuttavia l'impatto della crisi nel Golfo Persico e le ripercussioni legate al blocco delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz. Gli analisti avvertono che, qualora tali tensioni dovessero prolungarsi nella seconda metà dell'anno in corso, il sistema industriale nazionale subirebbe una severa penalizzazione, con una contrazione del fatturato deflazionato valutata all'1,5% nella media del biennio 2026-27.
Nel corso della presentazione, Gregorio De Felice, Chief Economist e Responsabile Research Department di Intesa Sanpaolo, ha messo in luce la complessità del momento indicando “due importanti fattori di incertezza: il Golfo Persico e il conflitto sulla tecnologia tra Stati Uniti e Cina, con quest’ultimo che oggi è diventato un rischio geopolitico e potenzialmente macroeconomico”.
Nonostante le turbolenze, le stime per l'anno in corso vedono la manifattura italiana attestarsi su un livello di stabilità a prezzi costanti (+0,2% tendenziale), trainata dalle performance positive dei comparti dell'Elettrotecnica (+2,2%), della Meccanica (+1,4%) e dell'Elettronica (+1,3%). A prezzi correnti la progressione attesa è del +3,8%, per un volume d'affari complessivo che toccherà i 1.168 miliardi di euro. Per tutto il 2026 la spinta principale arriverà dal mercato interno, in particolare grazie agli investimenti aziendali sostenuti dalle agevolazioni fiscali e dall'attuazione dei progetti legati al PNRR.
Le direttrici più dinamiche riguarderanno i beni strumentali – spinti dal meccanismo dell'iper-ammortamento –, le attività immateriali e le infrastrutture edili. Di contro, si registrerà una frenata negli investimenti per i mezzi di trasporto per via del calo delle immatricolazioni dei veicoli pesanti e del rallentamento del rinnovo delle flotte di noleggio a lungo termine.
Sul fronte delle famiglie, la spesa per i consumi risentirà della fiammata inflattiva e della conseguente erosione dei redditi, traducendosi in una contrazione degli acquisti non essenziali, con una sofferenza marcata per i beni durevoli legati alla mobilità e per il comparto della moda. Le proiezioni nel medio termine (2027-2030) delineano un andamento fortemente polarizzato tra le diverse categorie merceologiche.
La Farmaceutica si imporrà come il settore più brillante con un incremento del fatturato a prezzi costanti del +2,5%, spinto dall'export e dai consumi interni condizionati dall'invecchiamento della popolazione. Buoni risultati sono attesi anche per il Largo consumo (+1,4%) e per i segmenti legati alla doppia transizione ecologica e digitale, quali Elettronica (+1,9%), Meccanica (+1,5%) ed Elettrotecnica (+1,3%).
È previsto un modesto recupero per il comparto dell'Automotive e delle moto (+1,5% medio annuo nel quadriennio), sebbene ancora frenato dalle complessità del passaggio all'elettrificazione.
Sotto l'1% di crescita si collocheranno invece i restanti settori: i Mobili punteranno sulla specializzazione nei segmenti del lusso per compensare la debolezza interna, mentre gli Elettrodomestici risentiranno della forte pressione competitiva esercitata dai marchi asiatici, una concorrenza sul prezzo che frenerà anche l'Alimentare, le bevande e il Sistema Moda all'interno di un mercato europeo ormai maturo.
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