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  • Foggia - Venerdì 5 Giugno 2026

Energia, Conte: "Il governo allevi i costi di famiglie e imprese togliendo soldi alle armi"

Durante una visita in Puglia, Giuseppe Conte ha criticato le politiche energetiche dell'esecutivo, definendole un fallimento certificato da Bruxelles. Proposta una tassazione sugli extraprofitti.

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Le strategie di approvvigionamento e i costi delle utenze domestiche e industriali rimangono al centro di un duro scontro tra le forze di opposizione e il gabinetto guidato da Giorgia Meloni.

Nel corso di una trasferta istituzionale in Puglia, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso un giudizio fortemente negativo sui risultati economici e strutturali ottenuti dall'esecutivo nazionale, parlando ai giornalisti e ai rappresentanti dell'informazione locale prima di prendere parte a un comizio programmato.

Il leader pentastellato ha stigmatizzato l'atteggiamento trionfalistico della presidenza del Consiglio di fronte alle ultime indicazioni provenienti dagli organismi dell'Unione Europea, interpretandole come una bocciatura formale della programmazione italiana: “È davvero surreale: Bruxelles certifica il fallimento delle politiche energetiche del Governo, perché ci concede un margine di flessibilità per le rinnovabili che Meloni non ha mai voluto e adesso Meloni festeggia”.

Secondo la disamina offerta dall'ex capo del governo, la maggioranza di centrodestra avrebbe disatteso le storiche promesse elettorali formulate ai cittadini in merito alla tassazione sui carburanti e alla centralità geopolitica del Paese nei mercati delle materie prime: “In realtà hanno accumulato fallimenti su fallimenti. Vi ricordate quando volevano abolire le accise in campagna elettorale, poi il taglio delle accise, poi volevano fare dell’Italia l’hub del gas? Invece adesso Bruxelles ci dice ‘dovete investire sulle rinnovabili’ e loro non lo han fatto. E attenzione, se ne vengono con un diversivo, ancora oggi: il nucleare, un piano che richiede vent’anni per essere realizzato”.

Di fronte a un quadro descritto come profondamente deficitario sul piano degli investimenti verdi e dell'ammodernamento delle reti, Conte ha rilanciato la ricetta economica e sociale del Movimento per dare respiro immediato ai bilanci dei nuclei familiari e del comparto manifatturiero nazionale, messi a dura prova dalle oscillazioni dei mercati energetici.

La proposta dei Cinque Stelle si concentra sulla redistribuzione delle risorse finanziarie pubbliche e sulla tassazione dei margini di guadagno ritenuti ingiustificati, contestando apertamente l'incremento delle spese destinate alla difesa e alla fornitura di armamenti nei teatri internazionali.

L'ex premier ha sintetizzato la propria linea d'azione fiscale e di bilancio legando il sostegno ai cittadini alla contrazione delle spese militari: “Ma oggi bisogna alleviare i costi delle bollette per famiglie e imprese, ma lo possiamo fare solo togliendo soldi dalle armi e prendendo dagli extraprofitti di banche e aziende energetiche”. Una posizione di netto contrasto che punta a riaprire la discussione parlamentare sui criteri di prelievo fiscale straordinario a carico dei grandi gruppi creditizi e dei distributori di energia.

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