
- Prima Notizia 24
- Milano - Venerdì 5 Giugno 2026
Extraprofitti, Salvini: "Da Unicredit e Intesa 20 mld di utili, chiederemo un contributo"
Il vicepremier e leader della Lega ha proposto un prelievo fiscale di solidarietà per redistribuire parte di questi profitti a sostegno della crescita economica, sottolineando che la richiesta non mira a una confisca, ma a una partecipazione equa allo sviluppo sociale.
I margini di guadagno accumulati dal comparto bancario nazionale tornano al centro del dibattito politico e accendono il confronto sulle coperture della prossima manovra economica.
Nel corso di un'iniziativa pubblica organizzata a Milano, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha formulato una dura disamina sulle performance finanziarie dei colossi del credito, mettendole a contrasto con la complessa congiuntura vissuta dal tessuto produttivo e dai nuclei familiari della penisola.
Il segretario federale della Lega ha invitato la platea a verificare la portata contabile dei bilanci d'esercizio recenti per comprendere la necessità di un prelievo fiscale di solidarietà: “Una realtà economica che non sta soffrendo, anzi sta facendo utili mai visti nei decenni precedenti – e lo dico con rispetto ammirazione e curiosità economica e antropologica – sono le banche. Andate a googolare la trimestrale di Unicredit e di Intesa Sanpaolo le prime due banche. Si stima che solo le prime due banche italiane chiuderanno quest’anno, di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese, con 20 miliardi di utile”.
Di fronte a queste proiezioni miliardarie, il leader del Carroccio ha promesso che la compagine governativa adotterà un atteggiamento di assoluta fermezza nel richiedere una redistribuzione parziale di tali ricchezze per sostenere la crescita complessiva del sistema Paese: “Sono convinto che il governo e la Lega su questo saranno intransigenti”.
Salvini ha poi chiarito come la proposta del suo partito non punti a una confisca punitiva delle risorse azionarie, bensì a una partecipazione equa allo sviluppo sociale: la Lega “chiederà agli istituti bancari che stanno facendo guadagni e profitti senza precedenti un contributo alla crescita economica del Paese perché non ci può essere un gigante che con le spalle coperte guadagna e magari lo reinvestiremo nel piano casa”. Il vicepremier ha poi specificato la natura calibrata del prelievo: “Una parte di quei profitti, non tutto e non voglio portare via i 20 miliardi di amico mio te li lascio”.
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