Ezio Capuano è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "Non è un Paese per Giovani", condotto da Massimo Cervelli e Tommaso Labate, in onda dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 13.30.
L'allenatore, attuale tecnico del Taranto, ha dichiarato: "Sono al campo in questo momento, dove ci alleniamo. Penso di essere una persona che da tantissimi anni è nel mondo del calcio, non sono mai stato fermo un anno, lo dico con grande orgoglio, alleno in maniera continuativa da trentacinque anni. Fin quando avrò l'adrenalina di adesso continuerò a fare questo mestiere.
Fare l'allenatore è un misto tra passione e vocazione, non è un lavoro comune. Punti saldi della mia filosofia? Rappresentare una squadra è come rappresentare una città, poi nella vita privata ognuno può fare quello che ritiene più opportuno. Al campo niente orecchino.
I tatuaggi? I miei figli non voglio li facciano. La musica nello spogliatoio? Assolutamente no. Quando si va al campo è un momento importante per migliorare la prestazione affinché possa arrivare un risultato positivo. Io la vedo così, sarò un uomo vecchio stampo".
Il tecnico è un fiume in piena: "Giocare con Capuano è molto semplice, l'importante è lavorare, essere una persona di grande moralità, dare il meglio di in ogni allenamento. Bisogna avere delle regole. Una su cui non transigo è la puntualità. Ricordo che in un Nocerina-Ragusa in cui ci giocavamo il campionato i tre giocatori più importanti arrivarono con un minuto di ritardo alla riunione tecnica. Non li feci giocare, nessuno dei tre. E vincemmo due a zero.
A tavola? Ci si alza tutti insieme, quando il capitano si alza si alzano tutti, quando si va a mangiare lo si fa tutti insieme. I social? Non so cosa siano. Ricordo quando dovevo telefonare quando giocavo, dovevo chiamare mia madre e dovevo fare una fila interminabile. Oggi più si va avanti più si è attanagliati da queste situazioni.
Chi gioca il calcio più bello? Quelli che fanno i risultati. L'essenza del calcio è il risultato, il resto è tutta aria fritta. Alla fine nel calcio esiste una sola cosa, il risultato".
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