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  • Roma - Sabato 5 Settembre 2026

Famiglia nel bosco, l'avvocato Pillon contro i servizi sociali: "Inerzia burocratica e tempi dilatati"

Il legale della famiglia Trevallion sollecita il ricongiungimento dei tre minori a Palmoli: "Pronti a nuove azioni legali se persiste il blocco".

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Un duro attacco nei confronti dei servizi sociali per i ritardi nell'attuazione del decreto del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. A lanciarlo è Simone Pillon, legale della cosiddetta "famiglia nel bosco", tornato a sollecitare l'avvio delle procedure per il graduale rientro a casa dei tre figli minori della coppia Trevallion.

"Immediatamente dopo la comunicazione del decreto, abbiamo chiesto una riunione per risolvere con tutti gli attori istituzionali i delicati e complessi problemi di attuazione pratica delle indicazioni del Tribunale" ha spiegato l'avvocato, precisando che sia la tutrice, sia la curatrice e i medici della neuropsichiatria di Atessa hanno dato subito la propria disponibilità.

"Spiace prendere al contrario atto che il Servizio Sociale affidatario abbia rimandato sia la propria disponibilità sia – e ciò è più grave – la concreta applicazione dei rientri a Palmoli dei minori. Anche le rassicurazioni verbali, ricevute giovedì, circa una comunicazione via email che avrebbe dovuto arrivare entro venerdì 4 settembre, sono rimaste lettera morta. Ad oggi non solo non è stato avviato il programma di rientro dei minori, ma non è stata neppure offerta alcuna data utile per il richiesto incontro tra le parti".

Il legale ha quindi richiamato le istituzioni a usare la stessa tempestività mostrata al momento dell'allontanamento iniziale dalla famiglia: "Il segnalato allarme sullo stato di salute dei minori e il loro più volte manifestato desiderio di rientro avrebbero dovuto essere preso in considerazione dal Servizio affidatario consigliando quella stessa urgenza e immediatezza di intervento che era stata applicata quando si è trattato di portare i minori in casa-famiglia o di allontanarne la madre. Si prende pertanto atto dell’inerzia e della inaccettabile dilazione dei tempi per ragioni burocratiche, che non è giusto siano fatte pagare ai minori".

La difesa della famiglia Trevallion ha esortato formalmente il servizio Ecad 14 Altovastese a procedere senza ulteriori indugi con i passaggi operativi: "Non sarebbe infatti ammissibile che i minori, dopo mesi di permanenza in casa-famiglia, vedano ulteriormente compressi per ragioni amministrative i loro – sia pur minimali – diritti per come riconosciuti dal decreto in vigore" ha concluso Pillon, preannunciando possibili iniziative giudiziarie: "Ci si riserva ogni ulteriore azione ove permanesse l’attuale inerzia".

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