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- Viterbo - Venerdì 4 Settembre 2026
Viterbo: Dies Natalis sfila impeccabile tra la folla e gira 2 volte su sé stessa
La Macchina di Santa Rosa, condotta a spalla da 170 facchini, è alta 30 metri e pesa 5mila chili. E' dedicata alla patrona della città morta nel 1251 ed è una tradizione che si rinnova dal 1694
(Foto: Mariano Russo)
di Renato Narciso
Si è svolto regolarmente e in maniera impeccabile il trasporto della Macchina di Santa Rosa che da Porta Romana è stata condotta in spalla, da 170 facchini fino al santuario dedicato alla Santa bambina.
La Macchina viene sostituita ogni 5 anni, quella attuale, Dies Natalis, è al sua terza edizione.
Tale cerimonia vide la luce per la prima volta nel 1664 e da allora, tranne per eccezionali occasioni riconducibili per lo più a eventi bellici, il 3 settembre un'enorme struttura dedicata alla Santa viene condotta per le strette strade della Città dei Papi.
L'appellativo di “macchina” le è stata data perché è una struttura complessa e imponente, la cui realizzazione necessita di un progetto sofisticato. Il termine “macchina” deriva dal latino “machina”, che significa “costruzione mobile”.
Alta 30 metri e pesante 5mila chili e illuminata da candele e luce artificiale, ha al suo interno un generatore che fornisce l'energia necessaria all'accenzione delle lampadine e dei led.
Alla sua partenza, erano presenti il suo creatore, l'architetto Raffalele Ascenzi, il sindaco Chiara Frontini, il vescovo monsignor Orazio Francesco Piazza e tutte le massime autorità cittadine.
Partita da Piazza San Sisto, presso Porta Romana, il corteo ha effettuato 5 soste prima dell'arrivo al santuario di Santa Rosa.
La prima a Piazza della Fontana Grande, la 2° invece avviene in Piazza del Plebiscito davanti al Palazzo Comunale e alla Prefettura.
Prima di porla sugli appositi sostegni i facchini fanno compiere a Dies Natalis un giro su se stessa in segno di riverenza verso la Santa e di saluto agli ospiti che assistono al trasporto.
La terza sosta è stata effettuata a Piazza delle Erbe, a circa a metà percorso, la quarta in prossimità della Chiesa del Suffragio, subito prima di affrontare la parte più angusta e stretta di Corso Italia, quando le staffette laterali dei Facchini sono costrette a farsi da parte per la limitata larghezza della via.
La quinta e ultima sosta è avvenuta regolarmente Piazza Verdi prima di affrontare la salita che porta al Santuario.
Qui i facchini fatto fare alla Macchina una seconda girata su sé stessa per ricordare lo scampato pericolo di 40 anni fa, quando nel 1986, macchina denominata Armonia Celeste, pesante circa 8mila chili, oscillò pericolosamente durante le manovre finali, sfiorando il disastro e rischiando di cadere e travolgere la folla.
In quell'occasione diversi furono i feriti, soprattutto tra i facchini.
La salvezza della Macchina in extremis viene ricordata nella memoria collettiva come un vero e proprio miracolo della Santa Bambina.
A lei quindi i facchini hanno dedicato questo sforzo supplementare per aver protetto i suoi concittadini in quella tragica notte.
Grandissima la partecipazione del pubblico, soprattutto da parte dei giovani e giovanissimi, che da ore erano accampati nei vicoli laterali al Corso Italia per assistere al passaggio di Dies Natalis.
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