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- Roma - Lunedì 4 Maggio 2026
Fauna selvatica: L'Altritalia Ambiente, male il Senato che accelera sul Ddl ‘caccia selvaggia’
L'aumento delle specie cacciabili rimane incomprensibile, soprattutto in un momento in cui la fauna selvatica è già sotto attacco tra bracconaggio, crisi ambientale, inquinamento e perdita di biodiversità
Roma. Proseguono i lavori al Senato della Repubblica sul DDL caccia nonostante gli appelli, la mobilitazione delle associazioni e della società civile.
Le Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura di Palazzo Madama si sono recentemente riunite per proseguire l’esame del Ddl 1552, ribattezzato “caccia selvaggia”.
Un’accelerazione che L'Altritalia Ambiente definisce incomprensibile e gravissima, soprattutto in un momento in cui la fauna selvatica nel nostro Paese è già sotto attacco tra bracconaggio, crisi ambientale, inquinamento e perdita di biodiversità.
Il Ddl 1552, più volte contestato da molte associazioni di protezione ambientale in ogni sede, prevede modifiche profonde alla legge 157/92 sulla tutela della fauna, con un ampliamento delle possibilità di caccia, l’aumento delle specie cacciabili, la riduzione del ruolo della scienza e il ridimensionamento delle aree protette.
“Non si tratta di gestione faunistica né di tutela dell’agricoltura – sostengono da L'Altritalia - qui si parla esclusivamente di caccia ricreativa, con il rischio concreto di spari ovunque, per più tempo e su più specie, molte delle quali già in declino.”
La preoccupazione è ancora più forte alla luce dei recenti episodi di bracconaggio, come la strage di lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, che dimostrano come il problema oggi sia l’illegalità diffusa e non certo un eccesso di tutela.
L'Altritalia Ambiente rinnova quindi l’appello al Parlamento e a tutte le forze politiche di fermare il Ddl 1552 e aprire un confronto serio, basato su dati scientifici e sulla reale tutela della fauna selvatica.
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