
- Prima Notizia 24
- Lunedì 27 Aprile 2026
Festini ed escort per i calciatori: al via a Milano gli interrogatori per i vertici della MA.DE
Sotto la lente della Procura la rete di prostituzione tra Milano e Mykonos. I presunti organizzatori davanti alla GIP, mentre gli inquirenti valutano l'audizione dei giocatori di Serie A coinvolti.
Sono entrati nel vivo oggi presso il Tribunale di Milano gli interrogatori di garanzia per le quattro persone finite ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta su un presunto giro di escort e festini di lusso.
L'indagine, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, ipotizza i reati di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ruotando attorno alle attività della società di eventi MA.DE di Cinisello Balsamo.
Nella mattinata sono comparsi davanti alla GIP Chiara Valori i presunti “dominus” dell'organizzazione, la 38enne Deborah Ronchi e il compagno Emanuele Buttini.
Secondo l'impianto accusatorio, la coppia avrebbe utilizzato l'agenzia di eventi come copertura per gestire i rapporti con 26 locali della movida milanese, fornendo precise “indicazioni operative” per le serate e occupandosi direttamente degli “spostamenti delle ragazze”.
Gli inquirenti contestano loro anche la gestione degli aspetti “economico-finanziari”, inclusi gli “introiti” e i “pagamenti” alle giovani per le prestazioni sessuali.
Successivamente sarà il turno di Alessio Salamone e del brasiliano Luz Amilton Fraga. Secondo le indagini del Nucleo PEF della Guardia di Finanza, i due avrebbero avuto il compito di mantenere i “contatti con i calciatori di fama internazionale” e di coordinare le ragazze, decidendo i locali in cui operare e organizzando gli incontri “privati”.
A loro carico pesano anche le responsabilità logistiche relative al “trasporto” e all'“alloggio” delle giovani donne coinvolte. Parallelamente, la Procura di Milano sta valutando se convocare alcuni calciatori di Serie A come persone informate sui fatti.
Tuttavia, la procuratrice Albertini ha chiarito che non basterà la semplice citazione in una chat per far scattare la convocazione, poiché l'obiettivo è evitare inutili morbosità mediatiche.
Saranno necessari riscontri oggettivi, come bonifici bancari o prove forensi estratte dai dispositivi sequestrati, che dimostrino il coinvolgimento diretto dei professionisti come clienti. In ogni caso, i calciatori coinvolti non risulterebbero indagati per alcun reato, ma verrebbero ascoltati esclusivamente in qualità di testimoni.
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