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- Lecce - Mercoledì 9 Settembre 2026
Folla e commozione a Squinzano per i funerali di Lorena Isceri. Il parroco: "L'amore non è possesso"
Chiesa e sagrato gremiti per l'addio alla 45enne uccisa dall'ex compagno sull'A1 a Barberino di Mugello. Presenti decine di sindaci e istituzioni. A Firenze minuto di silenzio, cattedrale a lutto e monumenti illuminati di rosso.
Una comunità stretta attorno a una bara bianca e al dolore di una famiglia. Squinzano, nel Leccese, si è fermata per dare l'ultimo saluto a Lorena Isceri, la quarantacinquenne uccisa nei giorni scorsi sull'A1 a Barberino di Mugello (Firenze) dall'ex compagno Federico Vella, che si è suicidato.
La chiesa Maria Regina e l'allestito sagrato esterno con maxischermo non sono bastati a contenere i tanti cittadini, amici e rappresentanti delle istituzioni giunti per il rito funebre, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e una quarantina di primi cittadini con la fascia tricolore.
Particolarmente toccanti le parole pronunciate durante l'omelia da don Vanni Bisconti: "C'è una differenza abissale tra l'amore e il possesso, tra l'amore e il controllo, tra l'amore e la gelosia, tra l'amore e la pretesa, tra l'amore e il diritto di decidere della vita di un altro. E dobbiamo dirlo con chiarezza, soprattutto ai giovani: se una persona ti dice no, quel no va rispettato. Se una persona decide di non continuare una relazione non ti sta togliendo qualcosa che ti appartiene. Perché l'altro non ci appartiene".
Il parroco ha poi spronato la società e il mondo dell'educazione a interrogarsi sui messaggi trasmessi alle nuove generazioni: "Non possiamo far finta che intorno ai nostri ragazzi non stiano circolando dei messaggi che mischiano tra loro amore e possesso. La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l'ultima parola".
Per le vie del paese e sul muro di fronte alla chiesa sono comparsi striscioni, fiocchi, rose e palloncini rossi affissi dai vicini di casa e dagli amici di sempre, con messaggi come "Lorena sei cresciuta con noi, ora cammini nella luce".
All'esterno del tempio si sono raccolti anche i ricordi dei familiari. La cugina e cara amica Francesca Pasimeni ha voluto precisare: "È stato tutto veloce, negli ultimi giorni di agosto, nelle ultime settimane. Non c'era prima, che noi sappiamo, questo pericolo. Non stiamo parlando di una persona che ha subito per mesi e per anni violenze, Lorena era una persona che pretendeva rispetto".
Il cugino Eugenio Pasimeni ha invece ricordato che negli ultimi tempi la vedeva "preoccupata, perplessa e turbata, non era più serena".
Il sindaco di Squinzano, Mario Pede, proclamando il lutto cittadino ha dichiarato: "Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia".
In contemporanea con le esequie pugliesi, anche la città di Firenze ha voluto rendere omaggio alla vittima. La sindaca Sara Funaro ha promosso un minuto di silenzio dall'arengario di Palazzo Vecchio accompagnato dal suono delle chiarine e dai rintocchi della cattedrale, disponendo inoltre l'illuminazione in rosso dei principali monumenti cittadini. Funaro ha preannunciato un incontro con gli altri sindaci metropolitani per formulare proposte concrete: "Sentiamo che deve essere fatto qualche cosa di più. Vogliamo lanciare proposte su prevenzione, educazione all'affettività e sensibilizzazione, per risposte strutturali in tutta Italia".
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