Forlì: anziani morti, Luca Spada accusato di 6 omicidi. Intercettazioni choc: "Lei deve morire"

Nelle carte dell'inchiesta emergono frasi spietate contro le vittime e sospetti legami con le agenzie funebri.

(Prima Notizia 24)
Lunedì 13 Aprile 2026
Forlì-Cesena - 13 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Nelle carte dell'inchiesta emergono frasi spietate contro le vittime e sospetti legami con le agenzie funebri.

Si aggrava pesantemente la posizione di Luca Spada, l'autista di ambulanze in carcere con l'accusa di aver ucciso l'85enne Deanna Mambelli iniettandole aria nel catetere venoso il 25 novembre 2025.

La Procura di Forlì contesta ora all'indagato l'omicidio di sei anziani, aggravato dall'aver approfittato della minorata difesa delle vittime e dalla violazione dei doveri di incaricato di pubblico servizio.

Sebbene i pm ipotizzino la premeditazione, la gip Ilaria Rosati non l'ha ravvisata, ritenendo gli elementi compatibili con un proposito omicidiario estemporaneo.

Dalle indagini emergono intercettazioni dal contenuto agghiacciante riportate da Corriere della Sera e Repubblica. Riferendosi a una delle pazienti, Spada dichiarava: "È vecchia, obesa e con tante patologie. Giustamente deve morire". E ancora, riguardo alla gestione dei trasporti: "Lì bisogna che faccio da sponsor in quelle serate (...) per dei viaggi sereni".

Particolare rilievo assume un messaggio inviato a un collega il 17 novembre: "Bisogna che mercoledì 26 facciamo una lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti".

Il procuratore di Forlì, Enrico Cieri, ha rivelato in conferenza stampa che i carabinieri avevano installato telecamere sui mezzi dopo che fonti confidenziali avevano indicato un'"abnorme mortalità nei trasporti secondari affidati a questo signore". Tuttavia, nel giorno della morte della Mambelli, "ahinoi la telecamera non ha funzionato, i carabinieri hanno pedinato questa ambulanza senza essere in grado di capire cosa era successo all'interno".

Sul movente resta il mistero: "Non lo sappiamo, costituirà oggetto di successivi accertamenti", ha spiegato Cieri, confermando che l'indagato "aveva rapporti con imprese di onoranze funebri, ne fa menzione anche lui", sebbene non risultino prove di società formali con le agenzie che hanno trattato le salme contestate.


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