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Caro Direttore,
come ho premesso io stesso, affermare che «Dante è l’iniziatore del pensiero di destra» è una chiara provocazione culturale ma ha un fondamento ben preciso che si rintraccia nel monumentale volume «Croce e Gentile» edito dall’Istituto della Enciclopedia Italiana.
Nel capitolo 'Il Dante di Croce e Gentile' si legge il richiamo del professor Enrico Ghidetti al Dante 'epicentro ideologico della trattazione del principio di nazionalità'. Nella raccolta di scritti dedicati al Sommo Poeta, Giovanni Gentile scrive inoltre che 'con Dante comincia ad affermarsi idealmente l’Italia; col suo Poema la filosofia italiana, per questo, “in ogni tempo”, Dante è stato considerato “padre spirituale della nazione, e “la sua poesia è la sua filosofia”'.
La rilettura di Dante si colloca in un’operazione culturale definita: l’affermazione dell’idealismo contro il positivismo. Norberto Bobbio, nel 'Profilo ideologico del Novecento italiano', fa riecheggiare un’asserzione di Croce: 'A chi ricordava l’afa e l’oppressura dell’età positivistica pareva che si fosse usciti all’aria aperta e vivida'.
Questa interpretazione di Dante apparterrà poi ad un altro grande filosofo come Augusto Del Noce che, nel saggio su Giovanni Gentile edito da 'Il Mulino', pone l’autore della Divina Commedia come simbolo di unità spirituale 'che è andata perduta nei secoli della decadenza morale e politica italiana, e che si tratta di riconquistare'.
Anche lo storico Federico Chabod, partigiano antifascista, nel saggio 'L’idea di Nazione', ricorre in alcune pagine a Dante Alighieri per definire il percorso della Nazione italiana. In questo quadro si colloca anche Marcello Veneziani che, in un suo saggio, scrive: 'La fonte principale, più alta e più vera della nostra identità è Dante Alighieri. A lui dobbiamo la lingua, il racconto, la matrice, la visione. L’Italia intesa più che Nazione, come Civiltà'.
Nel 'De Monarchia', il trattato che raccoglie il pensiero storicopolitico di Dante, il Sommo Poeta analizza il rapporto tra potere temporale (Impero) e potere spirituale (Papato) e definisce la sua visione.
Alighieri crede, insieme ad Aristotele e San Tommaso d’Aquino, che lo Stato abbia un fondamento razionale e naturale basato su legami gerarchici in grado di dare stabilità e ordine interno. A Dante rimanda più volte anche un altro gigante del pensiero come Oswald Spengler per delineare i tratti di quell’occidente di cui denuncia il tramonto.
È vero: 'destra' e 'sinistra' non sono categorie dell’età di Dante. Sono apparse secoli dopo ma non di certo nel Novecento, come hanno affermato in queste ore alcuni esponenti della sinistra, ma si sono formate ben prima e attorno alla Rivoluzione francese.
Per questo, forse, se lo si preferisce, si può definire Dante un 'conservatore'. Di certo, come hanno ricordato diversi osservatori in queste ore, non sono stato il primo a definire e a studiare 'politicamente' Alighieri.
Ne cito solo due: Umberto Eco, per il quale Dante sarebbe stato di destra, e il saggio 'Dante reazionario' pubblicato da un poeta e letterato, nonché parlamentare indipendente nelle liste del PCI, come il professor Sanguineti.
Chi intende difendere l’identità nazionale, il senso della storia e della tradizione, cioè i conservatori, non può non ritrovare in Dante Alighieri un antenato nobile. Non a caso a Dante, al 'più grande degli Italiani', Giuseppe Prezzolini, l’autore del 'Manifesto dei conservatori', dedica un capitolo del libro 'L’Italia finisce, ecco quel che resta', sottolineandone la difesa della civiltà comunale, 'la più sincera, naturale, vigorosa'.
L’analisi di un pensiero così denso e profondo come quello del Sommo Poeta, a cui i dantisti hanno dedicato anni di studi, non può esaurirsi nello spazio di uno scritto e tantomeno di una battuta. E nessuno pensa, sottoscritto compreso, che la sua opera e le sue idee possano essere trasposte, sic et simpliciter, al mondo contemporaneo.
Ma se la provocazione che ho fatto è servita a far riprendere a qualcuno in mano i libri di Dante Alighieri, posto che lo abbiano mai fatto, è già un buon risultato.
Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura
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