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  • Milano - Martedì 26 Maggio 2026

Giornalismo: a Milano l'Alg ricorda Walter Tobagi a 46 anni dall'omicidio

Il 28 maggio il sindacato dei cronisti commemorerà lo storico presidente della Lombarda e inviato del Corriere della Sera, ucciso nel 1980 dai terroristi della Brigata XXVIII marzo. Doppia cerimonia tra il cimitero di Cerro Maggiore e il luogo del tragico attentato per riaffermare il valore del giornalismo d'inchiesta e l'eredità sindacale riformista.

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Il mondo dell'informazione si stringe attorno al ricordo di una delle sue figure più lucide e illuminate, a distanza di quasi mezzo secolo da una delle pagine più buie della storia della Repubblica.

Il prossimo 28 maggio ricorrerà il quarantaseiesimo anniversario del brutale assassinio di Walter Tobagi, il cronista trentatreenne originario dell'Umbria freddato in via Salaino a Milano nel 1980. Quella mattina, poco prima delle 11, il giornalista stava lasciando la propria abitazione per recarsi nella redazione del Corriere della Sera quando venne raggiunto da cinque colpi di arma da fuoco esplosi da un commando della Brigata XXVIII marzo, l'organizzazione terroristica guidata da Marco Barbone.

L'eredità intellettuale del cronista e le ragioni che lo resero un obiettivo della violenza eversiva sono state ripercorse in un documento ufficiale diffuso dal sindacato dei giornalisti, che organizzerà due diversi moments di raccoglimento: il primo alle ore 11 presso il cimitero di Cerro Maggiore e il secondo alle 15 nel luogo esatto dell'agguato a Milano.

“Tobagi non era un bersaglio casuale. Era uno dei giornalisti che analizzavano con grande attenzione il terrorismo degli anni di piombo. Nei suoi articoli cercava di spiegare struttura, linguaggio e dinamiche di quei gruppi, smontandone anche la retorica. E proprio questa sua capacità di capire e raccontare il fenomeno lo rese scomodo agli occhi dei terroristi, che lo considerarono un nemico” ha evidenziato l'Associazione Lombarda dei Giornalisti (Alg), descrivendo il posizionamento della lapide commemorativa “come simbolo del prezzo pagato da chi cercava di raccontare e capire la violenza politica negli anni di piombo in Italia”.

La figura di Tobagi non si esaurisce nella sua eccezionale statura professionale, ma si lega indissolubilmente all'impegno per la categoria, di cui era leader al momento della morte. “Capire e poi raccontare. L’insegnamento giornalistico che Walter Tobagi lascia a tutti noi è questo. Un valore alto che spicca ancor di più in una stagione dove l’informazione è condizionata da fattori come la velocità e il sensazionalismo che hanno poco a che fare con la qualità della notizia” ha rimarcato il presidente dell'Alg, Paolo Perucchini. Il vertice del sindacato lombardo ha poi voluto sottolineare la modernità della sua azione politica all'interno dei corpi intermedi: “Walter, quando fu ammazzato, era anche presidente della Lombarda. E sindacalmente parlando, la sua visione pragmatica e riformista dell’impegno a tutela dei giornalisti resta l’illuminato indirizzo che ha caratterizzato questo ultimo decennio di Alg. E che contraddistinguerà, per forza di cose, il nostro futuro”.

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