Giornalismo di sinistra. Rocco Turi: “Un solo obiettivo. Colpire la Meloni”.
Ma è deontologico tutto questo? Qual è oggi il rapporto tra il mondo di certa stampa di sinistra e il Governo Meloni? Lo abbiamo chiesto ad un grande esperto di comunicazione di massa, lo scrittore e sociologo prof. Rocco Turi.
di Rocco Turi
Lunedì 11 Settembre 2023
Roma - 11 set 2023 (Prima Notizia 24)
Ma è deontologico tutto questo? Qual è oggi il rapporto tra il mondo di certa stampa di sinistra e il Governo Meloni? Lo abbiamo chiesto ad un grande esperto di comunicazione di massa, lo scrittore e sociologo prof. Rocco Turi.

Tutti sanno come in obiettività e libertà la stampa italiana veleggi intorno al 70° posto nel mondo, superata anche da Nazioni come il Ghana, il Burkina Faso, il Sudafrica, il Botswana (Fonte: Reporter Senza Frontiere 2020).

La verità è che il giornalismo italiano di sinistra è sempre più intriso di fanatismo ideologico che oggi, più di prima, eccelle contro il Governo Meloni.

E’ sufficiente osservare le conferenze stampa della Presidente del Consiglio quando certi giornalisti la attendono al varco non già con domande sul contenuto per le quali gli incontri siano stati organizzati, ma per porsi a tu per tu come antagonisti a duello a nome delle loro testate e direttori.

Ormai l’etica non conta e la professionalità è sempre più merce rara; ciò che conta è l’appartenenza alle lobby, quasi lobby “di potere” che bypassano la tipologia giornalistica per inseguire interessi di sopraffazione politica con ogni mezzo, dove le bugie occupano il posto principale.

Dove sarebbe, ad esempio, la “destra reazionaria” della quale Giorgia Meloni viene accusata spesso e volentieri dagli schermi de La 7?

Parole a casaccio, a vanvera, insomma. Ma c’è una logica: il popolo di sinistra - se parli male della Meloni - crede a tutto, altro che ad analisi forbite.

In realtà, l’ultima conferenza stampa dedicata ai provvedimenti sul caso Caivano appare sintomatica dell’inesistenza di accuse serie, laddove Giorgia Meloni viene attaccata sulle parole del compagno Andrea Giambruno; parole che, tra l’altro, tutti in Italia condividono.

Chi non direbbe alle proprie figlie di prestare attenzione andando di notte in giro per locali? La dittatura del “politicamente corretto” inventata dalla sinistra ora lo vieta e chi non si adegua è persona indegna.

Visto mai che ai giornali di sinistra interessi approfondire la conoscenza di quanto sia stato deciso in Consiglio dei Ministri?

Per esso bastano i comunicati stampa e opporsi velocemente a priori su tutta la linea, nonché scrivere come ogni decisione del Governo sia frutto di propaganda e occasione di passerella. Piuttosto è importante cogliere l’occasione, concentrarsi alla domanda senza ascoltare le parole della Presidente, attendere il proprio turno ed esibirsi ad cazzum con argomenti fuori contesto. Si può?

Sì è possibile, ma solo in Italia.

Ho partecipato a tante conferenze stampa all’estero e mai un giornalista locale si sarebbe sognato di “assestare” domande fuori luogo e prive di senso e di contesto; tutti i presenti avrebbero sorriso guardandolo con commiserazione.

Ma a certo giornalismo italiano poca importa salvare la propria onorabilità perché le lobby di appartenenza sono talmente intrise di fanatismo ideologico che non si vergognano di dare il proprio contributo alla classifica che pone la nostra stampa ad un piano così umiliante fra le nazioni del mondo.

Giornalismo da quattro soldi, insomma; ma va da sé che anche in questo campo siano presenti dovute eccezioni.


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