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L’artista che lavora i fogli nasce in un paesino in provincia di Cosenza, Mongrassano, di tradizione e cultura "arbereshe". Legatissimo alla famiglia, dopo la maturità scientifica si trasferisce a Bologna, studente alla facoltà di medicina. In quel periodo è molto attivo in movimenti politici e culturali. Il capoluogo emiliano diventa la sua culla e la sua città d’adozione. Il suo tempo viene assorbito da assemblee in facoltà e dall’impegno personale e intenso in un circolo culturale. E' di questo periodo anche "l'incontro" con svariati materiali. Con la curiosità di un artigiano comincia a lavorarli, mescolarli, assemblarli...a "Trasformarli".
In origine erano il bianco e il nero, i due poli, padroni assoluti delle sue opere. Le sfumature di grigi. Successivamente nel suo continuo apprendistato, Salerno si rivolge ad altri colori, ad altri materiali per la creazione dei suoi lavori. Juta, carta telata, tela. La tela non è più un supporto. Tolta dal telaio diviene protagonista. Diventa elemento primario e centrale. Manipolata, colorata. Ecco la calma e l'eleganza del blu. Il rosso inglese, o rosso bulgaro, o come Salerno preferisce, il rosso Bologna. Una sorta di omaggio alla città che lo accolse giovane studente. La tela così manipolata ci ritorna con pieghe, incavi, che incrociandosi tra loro creano giochi di luce, dando vita ad una sorta di armonia. E’ questo lavoro, queste forme, che lo schivo artigiano propone allo sguardo e all'immaginario del visitatore delle sue performance.
La sua ultima mostra, di successo e apprezzata da critici e visitatori, in Vicolo Cattani a Bologna, lo scorso mese di Aprile. Ora, conclusa con ottimi risultati anche questa esperienza, già si lavora per i prossimi traguardi. Sperimentando nuove strade e provando a immaginare nuovi percorsi artistici. Senza dimenticare le ispirazioni originarie. Cercando, semmai, di… Trasformarle. Eccellenze di Calabria sparse per il mondo.
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