Il giornalista Alberto Negri a Mow: "Rialzo del gas? Di passeggero non mi sembra ci sia molto"
"Per l'Italia, come per la Germania, la situazione è abbastanza critica. In questa campagna delirante si sono sentiti discorsi su tutto tranne che su questo, nonostante si stia già parlando di razionamento".
(Prima Notizia 24)
Giovedì 25 Agosto 2022
Roma - 25 ago 2022 (Prima Notizia 24)
"Per l'Italia, come per la Germania, la situazione è abbastanza critica. In questa campagna delirante si sono sentiti discorsi su tutto tranne che su questo, nonostante si stia già parlando di razionamento".
"Di passeggero non mi sembra ci sia molto in questo periodo. I prezzi si erano alzati già prima della guerra in Ucraina, poi sono stati confermati per via delle problematicità delle forniture della Russia - racconta a Mow Alberto Negri, esperto giornalista e storica firma de Il Sole 24 Ore - Anche l’interruzione recente del Nord Stream potrebbe provocare ulteriori rialzi del gas. Per l’Italia, come per la Germania, la situazione è abbastanza critica. In questa campagna delirante si sono sentiti discorsi su tutto tranne che su questo, nonostante si stia già parlando di razionamento".

Alberto Negri, giornalista, docente di corsi alla Luiss e della formazione dei giovani giornalisti per Il Sole 24 Ore, nonché ex redattore anche della rivista Relazioni internazionali, da attento osservatore della geopolitica e dell'economia, illustra la situazione che si prospetta nei prossimi mesi, circa le forniture energetiche e illustra l'attuale "peso" della Penisola, nei prossimi scenari internazionali: "Anche agli occhi della Russia siamo un Paese di serie B. Ma il problema sono i nostri partner e il trattamento che ci hanno riservato a partire dal 2011, quando abbiamo attaccato la Libia di Gheddafi, con cui aveva stretto accordi soltanto sei mesi prima a Roma il 30 agosto del 2010.

Quando un Paese viene trattato come un tappetino, come è successo all’Italia, non ci sono molti margini. Non è questione di come ci vede la Russia, ma come ci vedono Nato e alleati.

All’Italia, nonostante le indicazioni iniziali, non è stato nessun ruolo di regia con la Libia. Non solo, abbiamo perso il nostro principale partner commerciale nel Mediterraneo - specifica Alberto Negri sulle pagine digitali di mowmag -. Il gas dall’Algeria è arrivato perché nel novembre del 2021 il presidente della Repubblica Mattarella ha fatto una visita di Stato di tre giorni e ha scoperto in una piazza di Algeri una statua di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni e anche colui che aveva finanziato la lotta anticoloniale algerina contro la Francia.

Motivi contingenti e storici ci dicono che il ruolo del nostro Paese nel Mediterraneo è sceso sotto zero. O dobbiamo ricordare il caso Regeni e i rapporti con l’Egitto? Abbiamo subito senza reagire attacchi di Francia, Usa e Nato che hanno indebolito il nostro ruolo nel Mediterraneo."

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