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  • Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026

Iran, Rutte: "500 aerei americani partiti dall'Italia a supporto di 'Epic Fury'". Min. Difesa: "Messaggio fallace, noi rispettiamo i trattati"

Il ministero di via XX Settembre respinge con fermezza la ricostruzione, precisando che lo spazio aereo nazionale viene concesso solo per scopi tecnici e rifornimenti, escludendo azioni di combattimento diretto.

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Le dinamiche geopolitiche collegate alle recenti operazioni militari nel quadrante mediorientale innescano un duro scontro diplomatico e comunicativo tra i vertici dell'Alleanza Atlantica e i vertici istituzionali della Repubblica Italiana.

Nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente televisiva statunitense Fox News, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha voluto rimarcare la compattezza e l'ampiezza dell'apporto garantito dai partner europei alla campagna bellica condotta da Washington contro l'Iran.

Per avvalorare la tesi di un coinvolgimento continentale massiccio, il capo della Nato ha chiamato in causa direttamente le infrastrutture strategiche dislocate sul territorio italiano. Il segretario generale ha quantificato lo sforzo logistico fornendo cifre precise sul transito dei velivoli da guerra: "Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l'Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione. Quindi si tratta di un numero enorme".

Nel delineare lo scenario complessivo delle retrovie, Rutte ha allargato lo sguardo all'intero scacchiere continentale per dimostrare la portata globale del supporto alle forze americane: "Se si guarda a tutta l'Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo", ha affermato Rutte. A dimostrazione di quanto la macchina bellica stia condizionando la normale attività civile dei paesi membri, l'esponente politico ha citato la situazione di un'altra nazione dell'est Europa: "Un Paese come la Romania, nella sua capitale Bucarest - ha aggiunto Rutte - ha dovuto ridurre il traffico aereo commerciale perché l'aeroporto veniva utilizzato come deposito per le aerocisterne. Quindi tutto questo sta accadendo".

Le affermazioni del leader della Nato hanno sollevato l'immediata e netta smentita da parte dei vertici militari italiani. Attraverso una nota ufficiale di rara durezza, il ministero della Difesa ha censurato la ricostruzione dell'esponente atlantico, contestandone la competenza sul dossier e l'esattezza dei dati diffusi. "Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l'operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati", si legge in una nota del dicastero, che prosegue: "L'Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi".

Palazzo Baracchini ha tenuto a precisare i confini giuridici e operativi entro cui si muovono i comandi nazionali, ribadendo che nessuna azione d'attacco o di bombardamento è mai partita dalle piste della penisola. "Sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell'ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l'Italia non ha concesso l'autorizzazione".

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