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- Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026
Usa-Iran: ripreso il transito delle navi dallo Stretto di Hormuz, petrolio ai minimi dall'inizio del conflitto
Il Brent scende sotto i 75 dollari al barile, mentre Wall Street rialza la testa dopo i timori sulla bolla tech.
I mercati finanziari internazionali registrano una decisa inversione di rotta sul fronte energetico, allontanando lo spettro di uno shock sulle forniture globali.
La ripresa del transito delle imbarcazioni commerciali lungo una delle rotte petrolifere più importanti del pianeta ha innescato un immediato ribasso delle quotazioni del greggio, favorendo contemporaneamente il recupero degli indici azionari americani. Wall Street ha così avviato una fase di rialzo, archiviando momentaneamente le forti preoccupazioni legate ai massicci investimenti nel comparto dei sistemi digitali avanzati, che nei giorni scorsi avevano alimentato il timore di una speculazione finanziaria.
Gli operatori guardano ora con ottimismo alle imminenti trimestrali e agli sviluppi diplomatici tra Washington e Teheran.
Il riflesso sui benchmark internazionali è stato immediato: il Brent ha registrato una contrazione che lo ha portato sotto i 75 dollari al barile per la prima volta dall'apertura delle ostilità nell'area mediorientale, mentre i contratti sul Wti a New York sono scivolati sotto la soglia dei 70 dollari, segnando un arretramento del 40% rispetto ai massimi storici toccati durante le fasi più acute del conflitto.
Questa vistosa flessione della materia prima non si è però tradotta in un analogo beneficio per i consumatori finali; i costi dei carburanti alla pompa negli Stati Uniti hanno registrato una flessione contenuta ad appena il 14%, una forbice che continua a generare forte malcontento nella popolazione e che preoccupa l'amministrazione presidenziale in ottica elettorale. Una discrepanza che ha spinto l'amministrazione a sollecitare un'ispezione formale da parte delle autorità giudiziarie per verificare eventuali anomalie nella formazione dei prezzi della benzina.
A determinare l'andamento ribassista del mercato energetico concorrono sia il ritorno effettivo delle petroliere sulle rotte commerciali, sia le comunicazioni dirette arrivate sul piano politico. In particolare, l'attenzione degli investitori è stata catturata dalle rassicurazioni diffuse su Truth dal Presidente Usa, Donald Trump, circa l'assenza di balzelli straordinari sulle imbarcazioni in navigazione nel canale arabo. "L'Iran ci ha informato che non vi sono né pedaggi, né costi assicurativi, né altre spese di alcun tipo richieste o riscosse dall'Iran alle navi in transito nello Stretto di Hormuz".
Sebbene il completo ripristino delle normali attività logistiche richiederà un periodo di transizione, la maggiore frequenza dei passaggi navali sta progressivamente riducendo lo stato di allarme legato alle riserve di idrocarburi, in una fase in cui i depositi strategici statunitensi si trovano sui livelli più bassi registrati dal 1984.
Il raffreddamento dei prezzi dell'energia sta inoltre modificando le aspettative macroeconomiche complessive, consolidando tra gli analisti la convinzione che la banca centrale americana possa decidere di congelare il costo del denaro nei prossimi mesi, escludendo nuovi ritocchi all'insù dei tassi d'interesse. Questo clima di rinnovata fiducia ha sostenuto l'intero listino di New York, favorendo il rimbalzo dei grandi marchi dell'alta tecnologia e trascinando in territorio positivo anche i titoli legati all'aerospazio commerciale.
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