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  • Roma - Venerdì 12 Giugno 2026

Ischia, la passione che diventa mestiere: la storia di Maria Rosaria Ferrara, calzolaia per vocazione

La storia di Maria Rosaria Ferrara, calzolaia ischitana, illustra come l'artigianato possa trasformare passioni in professioni, riscoprendo antiche competenze.

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di Antonio Bernazza

La passione che anima un artigiano supera spesso i confini di ciò che comunemente definiamo lavoro. È una spinta fatta di creatività, dedizione e capacità di dare nuova vita a ciò che altri considerano ormai privo di valore. In un'epoca caratterizzata dal consumo veloce e dalla tendenza a sostituire piuttosto che recuperare, l'artigianato continua a rappresentare un patrimonio di competenze e di umanità che merita di essere riscoperto, soprattutto dalle nuove generazioni.

Sono molti i giovani che oggi si interrogano sul proprio futuro professionale, alla ricerca di una strada capace di valorizzare talenti e inclinazioni personali. In questo senso, il mondo dell'artigianato può offrire opportunità inattese, consentendo di trasformare una passione in un mestiere e di scoprire capacità spesso ignorate.

È quanto racconta la storia di Maria Rosaria Ferrara, autentica ischitana, che da ventiquattro anni porta avanti con orgoglio e determinazione una professione tradizionalmente riservata agli uomini.

La scena si svolge tra i vicoli del porto di Ischia, in una serata resa piacevole dalla brezza marina. I negozianti accolgono i visitatori con il sorriso, i profumi dei prodotti tipici si diffondono nell'aria e l'atmosfera invita alla passeggiata. In una stradina appartata, però, è un odore intenso di lucido da scarpe a richiamare l'attenzione. Dietro una vetrina, tra attrezzi da lavoro, forme, suole e barattoli di crema, campeggia un'insegna semplice ma eloquente: "La Calzolaia".

All'interno, Maria Rosaria è concentrata sugli ultimi ritocchi a un paio di eleganti scarpe nere da uomo, appena riportate a nuova vita grazie alla sostituzione di suole e tacchi. Un'immagine che induce inevitabilmente a riflettere su quanto spesso si scelga di gettare oggetti ancora recuperabili, scoraggiati dai costi o dalla difficoltà di trovare professionisti del settore.

La sorpresa è ancora maggiore nello scoprire che, in una piccola isola del Mediterraneo, esiste una bottega capace di custodire e tramandare un mestiere antico. E dietro quel banco da lavoro c'è una donna che ha trasformato la curiosità e la passione in una vera professione.

«Tutto è iniziato grazie a un anziano signore che, solo in seguito, ho scoperto essere un calzolaio in pensione», racconta Maria Rosaria Ferrara. «Fu lui a insegnarmi i primi segreti del mestiere, a mostrarmi come rifare una suola o sostituire un tacco. Da quel momento non mi sono più fermata».

La voglia di imparare, la pazienza e il desiderio di sperimentare le diverse lavorazioni hanno fatto il resto. Nel tempo, Maria Rosaria ha affinato la tecnica, costruendo una solida reputazione e trasformando quella che era nata come una semplice curiosità in una professione svolta con competenza e passione.

I suoi gesti, precisi e armoniosi, raccontano la dedizione di chi crede ancora nel valore delle cose fatte bene e nella soddisfazione di restituire nuova vita a un oggetto apparentemente destinato a essere sostituito.

La sua esperienza rappresenta anche un messaggio rivolto ai giovani: non sempre il futuro passa attraverso professioni già codificate o percorsi convenzionali. Talvolta può nascere proprio dall'incontro con un mestiere antico, dalla scoperta di una manualità dimenticata o da una passione coltivata con costanza.

Perché, come dimostra la storia di Maria Rosaria Ferrara, l'artigianato non appartiene al passato. Al contrario, continua a essere una straordinaria scuola di creatività, identità e libertà professionale.

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