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- Roma - Giovedì 14 Maggio 2026
Israele contro il New York Times: azione legale per l'inchiesta sulle violenze sessuali
Il premier Netanyahu e il ministro Sa’ar denunciano per diffamazione il quotidiano dopo l'articolo di Nicholas Kristof. Il ministero israeliano degli Esteri parla di “menzogne orribili e distorte”.
Sale ai massimi livelli lo scontro tra il governo israeliano e la stampa internazionale. Il premier Benjamin Netanyahu, insieme al ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, ha dato mandato di avviare un’azione legale per diffamazione contro il New York Times.
L’iniziativa fa seguito alla pubblicazione di un’inchiesta firmata dal Premio Pulitzer Nicholas Kristof, incentrata sulle presunte violenze sessuali subite da cittadini palestinesi in contesti carcerari e durante le detenzioni.
Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato la decisione tramite un post ufficiale su X, definendo il contenuto dell'articolo come “la pubblicazione di una delle menzogne più orribili e distorte mai dette contro lo Stato di Israele nella stampa moderna”.
Secondo le autorità di Gerusalemme, le accuse contenute nel reportage infangherebbero l'immagine del Paese e delle sue istituzioni di sicurezza con falsità prive di fondamento.
L'inchiesta di Kristof, pubblicata lunedì scorso, documenta testimonianze di abusi che sarebbero stati perpetrati da soldati, coloni, agenti dello Shin Bet e guardie carcerarie.
Si tratta di un tema estremamente sensibile che ha già sollevato reazioni in tutto il mondo, ma che Israele ha deciso di contestare nelle aule di tribunale, segnando un precedente significativo nel rapporto tra l'attuale esecutivo e una delle testate più influenti del panorama globale.
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