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- Roma - Lunedì 12 Ottobre 2026
Istat, freno alle retribuzioni con la ripartenza dell'inflazione: nei primi otto mesi del 2026 crescita al 2,4% nel privato
L'Istituto di Statistica interviene in audizione parlamentare sulla Dpfp: nel secondo trimestre si interrompe il recupero dei salari nominali rispetto al costo della vita.
La recente ripresa delle dinamiche inflazionistiche torna a comprimere il potere d'acquisto dei lavoratori, bloccando il processo di recupero dei salari reali avviato negli ultimi due anni. L'allarme è stato lanciato dall'Istat nel corso dell'audizione tenutasi davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sul Documento di programmazione economico-finanziaria.
Secondo i dati presentati dall'istituto di ricerca, nei primi otto mesi del 2026 la crescita delle retribuzioni contrattuali — trainata dagli adeguamenti economici stabiliti dai contratti in vigore e dai rinnovi siglati nell'anno — ha registrato un leggero rallentamento rispetto a fine 2025.
Nel periodo considerato, la dinamica è risultata maggiormente favorevole nel comparto pubblico rispetto a quello privato, con incrementi medi rispettivamente pari al 2,9% e al 2,4%.
I tecnici dell'Istat hanno sottolineato come l'attuale fase economica richieda la massima attenzione, evidenziando che nel secondo trimestre dell'anno si è ufficialmente arrestata la fase di recupero delle retribuzioni nominali sui prezzi che proseguiva ininterrottamente dal quarto trimestre del 2023. Nel settore privato, in particolare, l'andamento tendenziale degli stipendi registrato tra aprile e agosto si è mantenuto, seppur con uno scarto contenuto, al di sotto dei livelli di inflazione.
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